Home News Politica Pomezia. Dimissioni Schiumarini, domani la surroga: arriva Paolo Zanin

Pomezia. Dimissioni Schiumarini, domani la surroga: arriva Paolo Zanin

40 anni, pometino da 4 generazioni (la sua è una famiglia di coloni arrivati al tempo della bonifica), impegnato nel mondo dei servizi e del turismo, è Paolo Zanin – in qualità di primo dei non eletti nelle file del PD – a prendere il posto di Omero Schiumarini dopo le dimissioni di quest’ultimo in seguito del suo coinvolgimento nell’inchiesta “Equilibri” che ha portato all’arresto di 34 persone.

Lei diventa consigliere comunale a seguito di una vicenda non piacevole. Cosa ne pensa?

“Non mi esprimo su quelle che sono le vicende giudiziarie: non spetta a me farlo. Posso solo dire che la linea adottata dal Partito Democratico sia quella corretta. Certo avrei preferito diventare consigliere comunale in modo diverso. La modalità di elezione non va però assolutamente a modificare – anzi, nel caso la rafforza – la mia idea di rappresentante dei cittadini: ricoprirò questo ruolo dando il massimo, il meglio di me stesso per dare apporto positivo alla crescita della città”.

Da privato cittadino ha osservato quanto accaduto a Pomezia a livello politico-amministrativo nell’ultimo anno?

“Certamente, visto che vivo qui da sempre ho potuto notare che sta venendo al pettine la
mancanza di programmazione del Movimento 5 Stelle, che nei 5 anni precedenti a questa amministrazione, che è nel totale immobilismo, ha semplicemente portato a termine – nella maggior parte dei casi – le opere già impostate dalla precedente Giunta targata PD”.

Cosa pensa di fare da consigliere comunale?

“Essendo neofita, la prima cosa che voglio fare è apprendere il più possibile nel minor tempo possibile, mettendoci appunto il massimo impegno. Riguardo le aree di mio interesse, io sono molto vicino all’ambiente, all’eco-sostenibilità e agli animali: quindi vorrò andare a capire tutto ciò che fa il Comune a favore di queste tematiche, che per me sono importantissime non solo per noi, ma manche per le nuove generazioni”.

Cosa si aspetta da questo ruolo?

“Più che aspettarmi qualcosa, ho la speranza che, impegnandomi, io possa fare qualcosa di buono per la mia città, togliendola da questa impasse, mettendo le basi per una politica del fare concreto. Io tengo molto al territorio, alla mia città: il mio bisnonno era un colono, sono poetino da 4 generazioni e questo mi fa sentire molto il senso di appartenenza a Pomezia”.