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Roma, quasi 200 animali a rischio abbattimento: l’incontro con il Ministero della Salute

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Maialino salvato

Aggiornamenti sulla situazione alla “Sfattoria degli ultimi“, un luogo in cui vi sono animali salvati da condizioni di maltrattamento che vengono accuditi in un posto sicuro per dare loro una ‘seconda opportunità’. Un luogo però messo ora a rischio perché quasi 200 maiali sono a rischio abbattimento, nonostante non facciano parte della categoria DPA e che quindi non sono ad uso alimentare. 

Cosa sta succedendo 

All’interno della ‘Sfattoria degli Ultimi’, ci sono anche dei maialini e cinghiali salvati da condizioni disastrose che, per scelta, non sono destinati a nessun uso alimentare. Ma, semplicemente, sono dei ‘sopravvissuti’. Tutti gli animali infatti, come già avevamo approfondito, hanno il microchip e sono registrati in Banca Dati Nazionale come animali non DPA. E, tutti, sono sani. 

Il rischio più grande 

Nonostante siano state seguite tutte le indicazioni fornite dall’Asl, (doppie recinzioni, pulizia, corridoi sanitari, etc), c’è il rischio che questi poveri animali vengano abbattuti per contenere la peste suina. Ma, questi ordini sono stati considerati “totalmente illegittimi”. 

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L’incontro con il Ministero della Salute 

Questa mattina il Gruppo Randagio ed Earth hanno incontrato il Ministero della Salute per cercare di salvare i 120 suini dall’abbattimento ‘non legittimo’. Le associazioni hanno portato all’attenzione del Direttore Lecchini alcuni punti dell’Ordinanza Ministeriale che comporterebbe l’abbattimento del rifugio “La Sfattoria” la quale, sfortunatamente, si trova nella zona rossa interessata alla Peste suina Africana. 

In particolare, Ivan Mazzone, presidente di Gruppo Randagio ha fatto notare come un intervento di abbattimento di animali microchippati e registrati come “animali da affezione” dalla ASL e, quindi non soggetti alle movimentazioni degli animali ad “uso zootecnico”, sarebbe davvero illogico. E, inoltre, “è illogico pensare ad abbattere gli animali come forma di contenimento della PSA se nel frattempo non si è adeguatamente recintata l’area dell’Insugherata”. L’area, dove è stato riscontrato il focolaio di PSA e dove la recinzione approntata è facilmente sfondabile dai cinghiali.

La risposta dei Ministri 

Dal loro canto, i Ministri hanno risposto che “i suini non sono animali da affezione e che loro hanno già derogato alla norma concedendo, nella loro circolare del Febbraio 2022, che si possano detenere un massimo di 2 suini considerandoli da affezione”. 

Ma Valentina Coppola, presidente di EARTH Odv  ha specificato che “la Convenzione di Strasburgo definisce animale da affezione ogni animale che viene detenuto non a scopo commerciale ma di compagnia”. Entrambe le associazioni poi hanno fatto notare che ci sono state molte disfunzioni dell’amministrazione e delle Asl che hanno portato alla situazione attuale.

“Si è lasciato che si radunassero in un luogo ben 120 suini da parte di un privato, ora non si può rispondere ad un errore della stessa pubblica amministrazione con una carneficina immotivata”. Dopo più di un’ora di riunione si è ottenuto che il Ministero ammettesse che esistono molti punti da approfondire e che ne discuterà col Commissario alla gestione dell’ emergenza PSA. 

 

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