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Siccità. Multe ai cittadini che sprecano l’acqua, ma intanto la dispersione idrica è altissima: chi paga?

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castel madama senz'acqua

I ripetuti servizi giornalistici che stiamo leggendo o vedendo in tv negli ultimi mesi sulla siccità nel nostro paese delineano uno scenario molto preoccupante. Reporter che si recano in ogni punto dello stivale, dalle cime dei monti alle foci dei fiumi e ripetono un mantra oramai noto a tutti. La parola più ricorrente di tutte nella narrativa è “emergenza”.

La “finta” emergenza

Ma cosa è un’emergenza? Qual è il significato di emergenza nei dizionari ufficiali? L’emergenza è una situazione di carattere eccezionale limitata in un arco temporale ben definito. Parlare quindi di emergenza in un processo “evolutivo” legato al riscaldamento globale è alquanto forviante.

Si cerca quindi in maniera poco onesta di accusare il riscaldamento globale come causa primaria della crisi idrica che stiamo affrontando. La crisi idrica in Italia è un problema oramai endemico e che ha origini ben prima dell’impennata di temperature degli ultimi anni. Un problema che attanaglia tante regioni, specialmente al sud, dove l’approvvigionamento di risorse idriche è storia di questa nazione.  

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Quasi la metà dell’acqua viene dispersa

In qualità di giornalisti, invece, dobbiamo domandare e domandarci come sia possibile che nel nostro Paese al giorno d’oggi per ogni 100 litri d’acqua ben 45 litri vengano semplicemente dispersi, come riportato dal FAI.

Nel frattempo, a livello politico, si discute di impianti di desalinizzazione, di nuovi raccoglitori di acqua e di bonus già attivati per il recupero di acqua piovana quando invece il problema da affrontare dovrebbe essere come ridurre drasticamente la dispersione idrica. L’obiezione che spesso viene riportata sulla riduzione della dispersione idrica è quella relativa all’individuazione di risorse necessarie per affrontare questo problema.

Dal canto loro, mentre nelle strade si osservano perdite continue e sostanziose di prezioso liquido, i Comuni emettono ordinanze con multe stratosferiche per i cittadini che sprecano l’acqua.

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La grande ricchezza: l’industria delle acque minerali

Intanto, in questo strano paese di contraddizioni, mentre da un lato si fa di un gran parlare di “emergenza” idrica e si ragiona sulle soluzioni, dall’altro lato l’industria delle acque minerali fa un balzo di fatturato di oltre il 6,5% nei soli primi 5 mesi di quest’anno, come riportato da un interessante articolo del Il Sole 24 Ore pubblicato il 22 Giugno di quest’anno. Un trend incredibile e decisamente in controtendenza considerando, che stiamo parlando della stessa materia prima.

E allora, visto che l’acqua oltre ad essere un bene primario e prezioso è diventato anche un bene particolarmente redditizio per l’industria delle acque minerali, la risposta all’obiezione su dove trovare le risorse necessarie per affrontare la dispersione energetica è alquanto chiara e cristallina: dall’industria delle acque minerali. Vediamo se qualcuno dei nostri politici raccoglie questo semplice suggerimento…

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