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SEQUESTRANO IN CASA E RAPINANO CONNAZIONALE: ARRESTATI DUE GIOVANI RUMENI

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Notte di terrore per un imprenditore edile romeno residente nella periferia di Ardea. La notte tra lunedì 14 e martedì 15 maggio due suoi connazionali, un fratello e una sorella rispettivamente di 25 e 23 anni, sono entrati di nascosto nell’abitazione dell’imprenditore, intorno all’una, lo hanno costretto ad alzarsi dal letto e a consegnare loro il denaro di cui disponeva in quel momento. Per essere sicuri di ottenere quello che chiedevano, i due fratelli hanno immobilizzato l’imprenditore su una sedia, praticamente tendendolo sotto sequestro per più di un’ora, durante la quale lo hanno minacciato di morte puntandogli un coltello alla gola. L’uomo, che vive da solo, ha immediatamente consegnato tutti i contanti che aveva in casa, 115 euro. Ma i due malviventi, che tra l’altro erano conoscenti della vittima, non hanno creduto alle parole dell’imprenditore, il quale affermava di non avere nient’altro in casa. Mentre il 25enne continuava a tenere sotto tiro l’uomo, minacciandolo ed inveendo contro di lui, la sorella ha iniziato a perquisire l’intera abitazione alla ricerca di denaro ed oggetti di valore. Solo dopo aver verificato che davvero non c’erano altri soldi nell’abitazione i due fratelli sono fuggiti facendo perdere le loro tracce. L’imprenditore, ripresosi dallo choc, ha chiamato i Carabinieri della Tenenza di Ardea, che sono immediatamente intervenuti. Dopo aver dopo aver raccolto le dichiarazioni della vittima della rapina, che ha raccontato di conoscere i suoi connazionali, gli investigatori hanno iniziato le ricerche dei due fratelli, che nel frattempo avevano già raggiunto un domicilio a loro disposizione nella periferia di Roma. In considerazione della testimonianza fornita dall’imprenditore e degli inequivocabili elementi raccolti, i due cittadini romeni sono stati raggiunti presso un appartamento a Dragona e tratti in arresto per rapina e sequestro di persona. Dopo le formalità di rito e dopo aver recuperato il denaro oggetto della rapina, i due giovani rumeni sono stati tradotti presso il carcere di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

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