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Scandalo spiagge a Sabaudia: 26 avvisi di garanzia tra politici, dirigenti e imprenditori

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spiaggia di sabaudia

Si è aperta la forte inchiesta sugli scandali legati alle irregolarità delle spiagge di Sabaudia, dove sono stati emanati 26 avvisi di garanzia a politici, dirigenti comunali e imprenditori locali. Irregolarità che non solo venivano probabilmente coperte durante l’Amministrazione di Giada Gervasi, ma addirittura utilizzate per garantirsi favori elettorali da parte di chi, abitualmente, teneva la propria attività sugli arenili senza pagare i canoni di affitto.

Lo scandalo di Sabaudia

La Procura di Latina, che sta indagando sullo scandalo che interesserebbe la politica, i dirigenti comunali e alcuni imprenditori della località balneare, parlano tranquillamente di una cupola criminale creatasi all’interno del Comune della provincia pontina. Un sistema, che durante la Giunta Gervasi, avrebbe dettato i tempi sulla gestione delle spiagge all’interno del territorio, gli appalti erogati dallo stesso Comune e quelli legati all’Ente del Parco Nazione del Circeo. 

Per gli indagati nell’inchiesta, si contano 20 capi d’accusa, rischiando oggi una richiesta di rinvio a giudizio per: turbativa d’asta; abuso d’ufficio; induzione indebita a dare o promettere utilità al peculato; falso e corruzione. Una metodologia che inquina l’operato di una parte della politica locale, oltre che imprenditori attivi sul territorio, funzionari pubblici, dirigenti comunali, tecnici del Comune e addirittura personalità legate ai Carabinieri forestali.

L’inchiesta

Le indagini, fino a oggi portate avanti dal Nucleo investigativo dei Carabinieri per il Comando provinciale di Latina, sarebbero partite il 24 giugno 2019, ovvero il giorno di un attentato alla sede del Parco Nazionale del Circeo. La situazione venne collegata al padre del titolare del Bounty Beach, un affitta-sdraio oggetti di controlli e sequestri, Sul soggetti, si accorsero come non erano stati effettuati accertamenti sugli abusi effettuati in altri stabilimenti dallo stesso soggetto. Anzi, tali irregolarità furono volutamente ignorate in cambio di consensi elettorali durante il voto alle Amministrative locali. 

All’interno del sistema che vigeva all’interno di Sabaudia, nemmeno vennero tolte le concessioni a chi non pagava i canoni demaniali o risultava moroso col Comune di cifre sopra i 150mila euro. Una situazione che aveva creato un alone di potere attorno ad alcuni balneari del territorio, che addirittura erano arrivati a crearsi delle regole da soli con la complicità della realtà comunale. Un’assessora del territorio, intercettata, aveva detto a un funzionario comunale che non aveva bloccato la revoca di concessione: “A questo punto io devo capire da che parte stai tu, se stai con o contro l’amministrazione”. Minacce che lo stesso funzionario avrebbe subito anche dalla Sindaca del territorio, con le testuali parole: “Io comunque la sto controllando, uomo avvisato mezzo salvato”. 

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