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Buoni Fruttiferi postali: quanto si guadagna con gli investimenti dopo 30 anni

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Buoni fruttiferi postali

In un momento storico così delicato avere dei risparmi da parte può davvero risultare molto prezioso. In merito, va detto che i buoni fruttiferi postali sono uno strumento molto usato nel nostro paese. Duecento miliardi di euro, questa la cifra investita attraverso il suddetto metodo di risparmio. Numeri che danno l’idea del suo vasto consenso tra la popolazione. 

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Buoni fruttiferi postali: come funzionano

Il funzionamento dei buoni fruttiferi postali è molto semplice: è necessario acquistare i relativi buoni — versando quindi una somma di denaro — e lasciarli maturare negli anni. Se dunque, ci si ritrova in quella categoria di persone che ha deciso di investire i propri soldi in questo modo, ora è possibile ritirarne i guadagni. Vediamo nel dettaglio cosa restituiscono le Poste dopo trent’anni. 

Quanto si guadagna con i Bfp dopo trent’anni

Numerosi i cittadini che investirono parte dei loro guadagni in Bfp nel 1999. Questa fascia di cittadini ora appartiene alla serie di emissioni W che prese forma tra il 2 marzo e il 20 dicembre del 1999. Il tasso di interesse riferito ai primi 5 anni fu del 3%, dal sesto al decimo anno del 3.5%, dall’undicesimo al quindicesimo del 4.25% e dal ventunesimo al trentesimo dello 0.5%. 

Per quello che riguarda propriamente i buoni fruttiferi, è possibile rilevare il seguente rendimento annuo: 2.62% nei primi 5 anni, 3.06% dal sesto al decimo anno, 3.7% dall’undicesimo al quindicesimo anno, 4.59% dal sedicesimo al ventesimo anno e 0.43% per i restanti dieci anni. 

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