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Fedez ha un raro tumore al pancreas: parla il chirurgo che lo ha operato ‘Si può guarire’

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Fedez ha un tumore al pancreas ed è stato operato, il post su Instagram

Tumore Fedez: come sta il cantante italiano? Ecco le dichiarazioni effettuate dal chirurgo che lo ha operato, Massimo Falconi, primario di Chirurgia del pancreas. Il rapper è stato operato  all’Ospedale San Raffaele di Milano. Il medico tranquillizza: da questo tumore si può guarire.

Tumore Fedez: ecco le dichiarazioni del medico

“I tumori neuroendocrini del pancreas sono una minoranza. Hanno una prognosi diversa, generalmente migliore, rispetto all’adenocarcinoma, il tumore al pancreas più famoso che purtroppo ha una pessima prognosi ancora oggi. Ma l’intervento non è la prassi: dipende da paziente a paziente, nonché dallo stadio in cui la neoplasia si trova nel momento in cui viene fatta la diagnosi. Il messaggio da dare è che si tratta di un tipo di tumore che, rispetto all’adenocarcinoma pancreatico, ha fortunatamente maggiori possibilità di cura”, ha spiegato a Repubblica.

Un male che colpisce anche i giovani

“Si hanno migliori possibilità di guarigione con le opportune terapie. Ovviamente, tutto è connesso alla precocità della diagnosi: quanto prima questa avviene, tanto maggiori sono le possibilità di cura. Non è un messaggio ottimista, ma reale. A differenza dell’adenocarcinoma del pancreas, che nella maggior parte dei casi si manifesta in pazienti con un’età mediana di 67 anni, i Net non hanno un’età in cui c’è una maggiore incidenza. In generale, però, si tratta di forme relativamente rare, sebbene le diagnosi siano aumentate negli ultimi anni grazie al diffuso utilizzo di tecniche radiologiche e di endoscopia che permettono di individuare lesioni anche molto piccole. Vent’anni fa scoprivamo questi tumori solo quando erano diventati masse importanti e metastatiche: oggi, per fortuna, riusciamo a farlo prima”, ha continuato, affermando quindi che questo tipo di male può colpire anche i giovani.

La terapia da seguire

“I Net (tumori neuroendocrini) sono stati i precursori della target therapy, le terapie oncologiche ‘personalizzate’ a bersaglio molecolare. Il motivo è che questo tipo di tumore produce un recettore ormonale che dal punto di vista terapico è come se fosse la serratura di una porta: inserendo la giusta chiave, siamo in grado di regolare la crescita delle cellule tumorali, rallentandola o arrestandola. Accanto a questa terapie, c’è poi la Prrt, un particolare tipo di radioterapia molecolare mirata, e le chemioterapie. Ci sono diverse opzioni terapeutiche, che consentono di avere una prognosi migliore a cinque anni per i pazienti: è una buona notizia.”

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