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Vincolo paesaggistico a Torvaianica, la maggioranza revoca la delibera: ira del M5S

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Vincolo torvaianica

Il “monumento Naturale di Torvaianica” non si farà, o meglio il progetto non vedrà la luce per come era stato originariamente concepito dalla passata Amministrazione. Ieri infatti l’attuale maggioranza, guidata dal Sindaco Veronica Felici, ha ritirato la delibera.

Si è tenuto ieri, giovedì 28 dicembre 2023, un importante consiglio comunale a Pomezia che tra i punti all’ordine del giorno aveva la discussione, per arrivare al suo ritiro, della delibera n. 32 del 2021. Il testo di due anni fa aveva come obiettivo l’istituzione dei “monumenti naturali siti nel comune di Pomezia – Geositi cava Tacconi e laghetti di Pratica di Mare e dune e bosco del Pigneto e bacini di Campo Selva”. Tradotto, un maxi vincolo che avrebbe congelato – e tutelato secondo le intenzioni dei promotori – un’area molto significativa, pari a circa 800 ettari del litorale. Adesso però cambia tutto.

monumento naturale torvaianica
Cava Tacconi – ilcorrieredellacitta.com

Già qualche settimana fa la Regione Lazio, dove era approdato l’iter dopo il passaggio nell’allora consiglio comunale di Pomezia, pur ribadendo l’intenzione di andare avanti con la procedura aveva subordinato il tutto alla convocazione di un tavolo tecnico proprio con il Comune di Pomezia per capire come gestire al meglio le aree da tutelare. Ieri, infine, questo passaggio cruciale che però ha di fatto bocciato quello che era stato il progetto avanzato dai cinque stelle. 

Vincolo paesaggistico a Torvaianica: dietro front del Comune

“Con il voto di oggi si sta riportando all’ordine il modo di governare la città a livello urbanistico, senza le contraddizioni quali connotazioni delle passate amministrazioni, ‘con una mano finti ambientalisti e con l’altra cementificatori senza scrupoli’. Il processo per governare in maniera diversa la materia non si è concluso con oggi, ma si è solo iniziato”, ha dichiarato ieri a margine dei lavori in Consiglio l’assessore all’urbanistica Roberto Mambelli. 
 
“Sulla delibera 32 erano già state espresse delle perplessità in passato, per il fatto che questi territori, che erano stati rappresentati in un unicum, rappresentano invece una realtà piuttosto disarticolata e priva di quella necessaria omogeneità richiesta dalla legge regionale. Per questo abbiamo richiesto il ritiro della delibera”, ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Francesca Vittori. Qui il nostro approfondimento sul tema e le zone che erano state indicate come quelle da sottoporre a vincolo.
 
Vincolo torvaianica
Il Consiglio Comunale di Pomezia svoltosi ieri – (ilcorrieredellacitta.com)
 
“Verrà quindi aperto un tavolo tecnico per individuare compiutamente le zone che possono ritenersi effettivamente comprese nella dimensione e caratteristica di ecosistema. Verranno così indicate con esattezza quali sono le aree da tutelare e quali, invece, potranno essere destinate a servizi. In questo modo – ha concluso l’assessore – abbiamo tutelato sia gli interessi di natura ambientale che di natura antropologica, ovvero dei servizi ai cittadini”.
 

Ira del Movimento 5 Stelle

Una volta appresa la notizia non si è fatta attendere la replica del M5S. Senza mezzi termini, attraverso una nota stampa, l’ex Sindaco Zuccalà insieme al partito pentastellato – che aveva voluto fortemente quel progetto – parla di “cancellazione da parte dell’Amministrazione Felici della tutela ambientale“.

“È stata scritta oggi l’ennesima pagina nera dell’amministrazione di centrodestra a Pomezia. Con un colpo di spugna il Consiglio comunale ha revocato la delibera del 30 giugno 2021 che chiedeva l’istituzione dei monumenti naturali “Geositi cava Tacconi e laghetti di Pratica di Mare, dune e bosco del Pigneto e bacini di Campo Selva”, già acquisita in Regione Lazio con parere favorevole”, si legge in una nota. 

“La sindaca Felici rimuove uno strumento che andava a tutelare le nostre campagne da edificazioni incontrollate e dall’installazione di praterie di pannelli solari” – aggiunge il gruppo consiliare M5S Pomezia – “E lo fa con l’assurda motivazione di voler ‘migliorare’ l’atto e con la promessa di riportarla in consiglio, prima o poi, con ‘i tempi giusti’. Promessa che, se ha il valore di quella fatta per la ristrutturazione del rudere comprato su via dei Castelli Romani per spostare gli studenti della scuola Marone, sappiamo già che non sarà mantenuta”.

“Poco più di un mese fa – conclude Adriano Zuccalà (oggi capogruppo del M5S in Regione) – l’assessore regionale Righini, molto vicino alla sindaca, aveva risposto a una mia interrogazione sul tema confermando la validità della procedura e la necessità di istituire il monumento naturale per tutelare, conservare e valorizzare le aree indicate dalla delibera che è stata oggi revocata. Ciò che è accaduto oggi dimostra ancora una volta che questa maggioranza è mossa solo dalla voglia di cancellare quanto fatto in passato, senza alcuna proposta alternativa e, soprattutto, senza alcuna volontà di tutelare e valorizzare il nostro territorio”.

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