Anzio, ruba pc da una scuola e fa il vago: ‘beccato’ dai Carabinieri

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Anzio

I Carabinieri della Stazione di Nettuno hanno arrestato un 29enne italiano, gravemente indiziato del reato di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. La notte del 13 ottobre, la centrale operativa della Compagnia di Anzio ha inviato una pattuglia di Carabinieri, presso l’Istituto comprensivo Anzio III, a seguito di attivazione dell’allarme antintrusione.

Anzio, fratelli in manette per riciclaggio: sorpresi con un’auto rubata

La ricostruzione dell’accaduto

I militari hanno sorpreso un giovane aggirarsi nei pressi della struttura. Alla loro vista, l’uomo ha nascosto qualcosa di voluminoso sotto la propria giacca. Fermato per un controllo, il 29enne ha tentato prima la fuga e poi di disfarsi di un pc portatile e del relativo caricabatteria che, a seguito di immediati accertamenti, è risultato essere stato rubato all’interno dell’Istituto comprensivo.

La refurtiva è stata restituita al direttore dell’Istituto, che ha sporto denuncia per l’accaduto, mentre l’indagato è stato condotto in caserma è messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’arresto. Si precisa che i procedimenti versano nella fase delle indagini preliminari per cui l’ indagato deve considerarsi innocente fino ad eventuale condanna definitiva.

Il precedente. Anzio, fratelli in manette per riciclaggio: sorpresi con un’auto rubata

Operazione congiunta fra Anzio e Lavinio. I Carabinieri della Stazione di Lavinio, Lido di Enea, hanno fermato due fratelli di origini bulgare – rispettivamente 39 e 40 anni – con l’accusa di riciclaggio. I due erano già gravemente indiziati del reato a loro contestato: durante un normale controllo le autorità si sono resi conto che sul veicolo a bordo del quale viaggiava la coppia c’era una targa particolare. Risultava, infatti, una combinazione alfanumerica più vecchia rispetto a quelle presenti.

Due fratelli in manette: viaggiavano su un’auto rubata

Da questo particolare è scattato il controllo che ha accertato come le targhe in questione fossero appartenenti a un altro veicolo, mentre il mezzo su cui i fratelli viaggiavano risultava rubato. Una concomitanza che ha fatto sì che entrambi venissero tradotti presso le camere di sicurezza della Caserma di Anzio.

In quanto le targhe analizzate ricondurrebbero a una vettura rubata – sempre dagli stessi – più di un mese fa. La chiusura di un cerchio di malaffare tra Anzio e Lavinio nell’arco di un blitz congiunto. L’aggravante della recidiva risulterà in fase processuale. Intanto la situazione sul territorio è tornata – momentaneamente – sotto controllo. 

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