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Coronavirus: per la prima volta contagi e decessi tra i vaccinati superano i non vaccinati (Fonte Iss)

La nota positiva per chi si vaccina è che c’è una ridotta possibilità di finire in camera intensiva rispetto a chi non è vaccinato:

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promemoria vaccino

I dati sono di quelli che fanno riflettere e preoccupano allo stesso tempo: per la prima volta da quando è stato messo a punto il vaccino, nel bollettino di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), emesso il 24 novembre per il periodo che va dal  22 ottobre al 21 novembre, si registra che il maggiore numero di contagi Covid è avvenuto in chi aveva fatto il vaccino (59,7%). Tra questi, i vaccinati con due dosi entro 6 mesi sono il 49,7% e il 9,4% quelli vaccinati da più di sei mesi, mentre le persone con una sola dose che hanno contratto il virus sono il 2,6% e quelle con addirittura la terza dose sono lo 0,6%. Di contro, i non vaccinati sono solo il 37,7% del totale.

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Ospedalizzati: leggera prevalenza dei vaccinati

Nello stesso report, per il periodo che va dal 15 ottobre al 14 novembre, si nota che anche nei ricoverati i vaccinati sono di più rispetto ai non vaccinati, anche se qui il rapporto è più proporzionato: nel 50,9% dei casi – di cui il 2,4% aveva ricevuto solo la prima dose e lo 0,9% anche la terza dose – i contagiati sono vaccinati, mentre nel 49,1% si tratta di non vaccinati.

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Terapie intensive: netta prevalenza di non vaccinati

Per quanto riguarda la terapia intensiva, invece, è formata dal 64,2% dei non vaccinati, mentre del 35,8% dei vaccinati finito in terapia intensiva, si registra anche uno 0,4% di casi (3) nonostante la terza dose di vaccino. I dati sono stati registrati nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 14 novembre.

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Decessi: maggioranza tra i vaccinati

La nota dolente per i vaccinati sono i decessi, dove sono proprio coloro che hanno ricevuto la copertura vaccinale ad avere la percentuale maggiore: il 56% contro il 44% dei non vaccinati. Nello specifico, l’1,6% aveva ricevuto una sola dose, il 35,2% due dosi entro 6 mesi, il 18,7% 2 dosi da più di 6 mesi e lo 0,5, pari a 5 persone, addirittura la terza dose di vaccino. Si tratta di dati che fanno preoccupare molto: partendo dal principio che non siamo contrari al vaccino e che è giusto vaccinarsi, se neanche il vaccino protegge quanto dovrebbe, cosa potrà farlo? 

Qui è possibile leggere il report per intero.


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