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Ardea, viaggio nei giardini e nei parchi pubblici. Degrado, abbandono, novità e qualche nota positiva… (VIDEO)

SARA' CAMBIATO QUALCOSA RISPETTO A DUE ANNI FA? ECCO IL NOSTRO REPORTAGE SUL TERRITORIO

Siamo tornati dopo due anni a verificare lo stato in cui versano i parchi e i giardini pubblici di Ardea. Purtroppo, come avrete modo di vedere, la situazione che abbiamo trovato rispetto all’ottobre 2017 non è affatto migliorata, anzi. Perfino quel poco di positivo che c’era è stato assorbito dalla desolazione in cui versa gran parte del territorio.

E così anche il piccolo, ma “grande” per quello che rappresentava, spazio verde di Via Reno a Tor San Lorenzo è finito sotto chiave per motivi di sicurezza. Al momento, triste a dirsi, non c’è infatti un solo parco pubblico aperto o degno di questo nome ad Ardea. 

Certo, qualche nota positiva l’abbiamo trovata come ad esempio sul litorale (a proposito: per Via Firenze, a Marina di Ardea, ci sono buone notizie, la strada si farà ma sarà quasi sicuramente pedonale) o proprio a ridosso della Rocca, ma il quadro complessivo è disastroso.

Il Sindaco Mario Savarese ci ha spiegato il perché si sia arrivati a questo punto (le difficoltà dell’ente, ad ogni livello, sono note a tutti), e come intende porvi rimedio. Ecco allora che le speranze sono riversate interamente sul nuovo bando del verde con cui, in buona sostanza, si fa appello a soggetti esterni, privati, sponsor o associazioni, per farsi carico di riqualificare queste zone, cinque in tutto.

C’è poi un altro dato: secondo il Sindaco lo stato di degrado in cui versano i parchi chiusi ormai da tempo, “Rielasingen” ed “Albarelli” ad esempio, o quelli sì aperti ma in stato pressoché di abbandono (come il boschetto della Nuova Florida, ndr), «non è così grave come potrebbe sembrare» e che i «costi per rimetterli a posto non sono eccessivi salvo poi vedere l’uso che se ne vuol fare». Il nuovo bando dà infatti la possibilità a chi lo prende in gestione di prevedere anche attività, strutture, progetti economici che possano garantire un “ritorno” a seconda del rapporto più o meno oneroso che si vuol sottoscrivere con l’ente.

L’amministrazione è convinta che la strada intrapresa sia quella giusta: a noi e ai cittadini non resta che aspettare. E se non dovessero arrivare proposte idonee? Lì sarebbe un problema e non è certo un mistero. Servirebbero infatti fondi da enti superiori – possibilità che viene comunque sempre attentamente monitorata dagli uffici – altrimenti si tornerebbe al punto di partenza.