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Ardea

‘Salvate i miei figli’: Daniel e David morti dopo aver tenuto la mano del padre

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Era bravissimo a scuola e nello sport, Daniel Fusinato, 10 anni, ucciso ieri insieme al fratellino David e a Salvatore Ranieri. Aveva tutti 9 e 10, nella sua pagella. Ricopriva il ruolo di portiere nei pulcini dell’Ostiamare, dove giovava ormai da 4 anni, ma era in procinto di passare nei giovanissimi della Lazio. Il suo idolo era il portiere della nazionale Gianluigi Donnarumma. 

Insieme al fratellino aveva preso la bicicletta ed era andato nell’area verde tra Via Pleiadi, via degli Astri e via Corona Boreale. David andava ancora all’asilo: aveva solo 5 anni. Era un bambino vivace, pieno di vita, allegro e solare. A guardarli, a pochi passi, c’era la nonna. Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo a pochi metri di distanza dalla loro casa.

Tutto d’un tratto la tragedia. Gli spari, prima verso un uomo con una carriola, che riesce a salvarsi, poi verso i bambini e contro Salvatore, che dal racconto di alcuni testimoni si è messo in mezzo per cercare di salvare i piccoli dalla follia omicida di Andrea Pignani. 

Vengono chiamati i soccorsi. Le biciclette sono a terra abbandonate, arrivano i genitori, il papà tiene la mano ai bambini. Uno è stato colpito al cuore, l’altro alla gola. “I soccorsi sono arrivati dopo mezz’ora. Il papà ha tenuto la mano dei bambini fino a quando non sono arrivati. Ma non avevano la forza di parlare. Non auguro a nessuno quello che è successo a noi. I soccorsi sono arrivati troppo tardi”, racconta Sonia Di Gennaro, la nonna materna.

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E quando i sanitari sono arrivati, con tre ambulanze e due eliambulanze, è stato tentato l’impossibile: il massaggio cardiaco ininterrotto su entrambi i bambini e sull’anziano, con il papà dei piccoli che urlava disperato: “Vi prego, salvate i miei bambini!“. Domenico faceva avanti e indietro, in via Corona Boreale, non riusciva a stare fermo, sperando in un miracolo che non c’è stato. Ha inveito, pregato, urlato e tutto il quartiere, così come tutta l’Italia che in quel momento stava seguendo la vicenda, era con quel padre e pregava con lui e la mamma. Quella mamma seduta a terra, con la testa china, che non aveva la forza di dire nulla, impietrita dal dolore, attaccata anche lei a un filo di speranza tutto il tempo in cui i sanitari provavano a fare il massaggio cardiaco. Ma Daniel e David non ce l’hanno fatta, così come non ce l’ha fatta Salvatore.

“I genitori di Daniel e David sono distrutti e chiedono massimo riserbo e rispetto. Ieri mattina i due ragazzi stavano giocando di fronte alla loro casa. Sono stati avvicinati dall’uomo, uno è stato sparato al petto, l’altro alla gola. È stata come una esecuzione“, ha dichiarato l’avvocato Diamante Ceci, difensore di Domenico Fusinato.

La redazione si stringe al dolore delle famiglie Fusinato e Ranieri.

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