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Cronaca

Willy Monteiro, due anni fa l’omicidio. La famiglia: ‘Ci manchi tantissimo’

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Willy Monteiro il ragazzo ucciso a Colleferro

È diventato il figlio di tutti gli italiani. Basti pronunciare il suo nome, dire Willy, che la mente va indietro nel tempo, che si è fermato a quella notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020 quando il ragazzo di Paliano è stato massacrato di botte e ucciso. In una serata di fine estate che doveva essere come tante e che, invece, in pochi istanti si è trasformata in una tragedia.

Due anni fa Willy Monteiro è stato ucciso dal branco a Colleferro, nella zona della movida: tutti contro di lui, un ragazzo così esile e fragile, che aveva appena finito il suo turno al lavoro e aveva raggiunto gli amici. Proprio lui che aveva cercato di fare da ‘paciere’ e si era assicurato che andasse tutto bene. Ma bene non è andato perché quella che inizialmente sembrava una discussione tra ragazzi, tra spintoni e parole che volevano, si è trasformata. E quella piazza è diventata un ‘ring’: calci, pugni, schiaffi, Willy è stato massacrato, fino a quando il suo cuore non ha smesso di battere.

In quattro in carcere per l’omicidio di Willy

Dopo due anni, tra indagini, aule di tribunale, testimonianze e rimpalli di responsabilità, la giustizia è stata fatta e in carcere, per l’omicidio di Willy, sono finiti quattro ragazzi. Gabriele e Marco Bianchi, i ‘gemelli’ di Artena, quelli che sui social sfoggiavano il lusso, tra auto di grossa cilindrata e vacanze in resort da sogno, sono stati condannati all’ergastolo. 23 anni di carcere, invece, per Francesco Belleggia e 21 per Mario Pincarelli. 

Il messaggio commovente della famiglia 

La giustizia è stata fatta, ma nessuno purtroppo potrà riportare indietro Willy, quel ragazzo che come tanti aveva sogni nel cassetto da realizzare. Lui non potrà più diventare uomo, mettere su una famiglia, realizzarsi. La sua vita è stata spezzata da chi, con ferocia, non ha esitato e non si è fermato. Anzi, calcio dopo calcio, pugno dopo pugno, lo ha ucciso e lo ha lasciato lì a terra. E dopo due anni il dolore della famiglia è lo stesso: quel 6 settembre difficilmente si dimenticherà e ogni volta è un colpo al cuore.

“Willy, sono passati due anni, ma manchi ancora come il primo giorno. Due anni senza i tuoi scherzi, i tuoi sorrisi, le tue coccole, le tue battute e soprattutto senza i tuoi abbracci. Hai visto che bel messaggio che hai lasciato su questa terra? Quante persone ti pensano e pregano per te. Tante le dediche, gli eventi e le piazze. Il primo passo per avere giustizia – scrive la famiglia sui social – è stato fatto. Speriamo che la sentenza rimanga invariata così potrai riposare in pace. Manchi tantissimo nostro Willy. Sarai sempre e per sempre nel nostro cuore“. Ma Willy resterà nel cuore di tutti. 

 

 

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