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Ospedale di Ostia al collasso, piove nei corridoi. Gli infermieri: ‘Vogliamo andare via’

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Ospedale Grassi Ostia al collasso

Denuncia una situazione di degrado e di abbandono il segretario aziendale della Uil Fpl, Massimiliano Gatti, parlando dell’ospedale Grassi di Ostia. Uno stato nel quale “superiamo il livello di criticità: c’è un solo infermiere per 33 pazienti in sala medica e nei corridoi sta piovendo dentro”.

Gli infermieri vogliono andare via

Non è certo una buona presentazione per il presidio ospedaliero dove neanche gli infermieri sembrano voler stare cisto che “due settimane fa ben 17 infermieri hanno chiesto di andare via, non c’è più personale”. Una situazione disastrosa alla quale si somma anche la decisione dell’Asl di chiudere la guardia medica di Acilia che “serviva un bacino di 150mila abitanti “.

Gatti descrive nel dettaglio il nosocomio soffermandosi su ogni dettaglio anche sulla sala d’attesa dove “decine di pazienti attendono da ore di essere chiamati mentre nella sala medica all’interno del pronto soccorso il segnale di chiamata dei pazienti ricoverati è sempre acceso: ma è complicato persino muoversi e fare lo slalom fra i letti con i pazienti disposti alla rinfusa, in mezzo alla sala o nei corridoi dove una pozzanghera di acqua piovana che cade dal tetto, è drenata alla carlona con due lenzuola blu distese sul pavimento”.

Manca personale sanitario 

Se la situazione strutturale è carente quella dell’organico non sembra essere delle migliori visto che “mancano medici e infermieri, troppo spesso il personale che è rimasto a lavorare al pronto soccorso è costretto a metterci una pezza, ma ormai la situazione è insostenibile. Il Grassi dovrebbe garantire un bacino di oltre 500mila abitanti ma due settimane fa ben 17 infermieri in forza al reparto hanno chiesto il trasferimento e i turni di notte sono scoperti perché c’è un solo medico o due quando va bene, invece dei tre previsti, e meno di 8 infermieri a garantire codici rossi, gialli e verdi”.

Ad appesantire una condizione già tutt’altro che rosea è la chiusura del centro di Acilia che serve 15mila pazienti da Acilia a Vitinia. E i sindacati si sono detti d’accordo: “La chiusura del centro di Acilia decisa dalla Asl sta producendo l’effetto contrario perché sta intasando il pronto soccorso di Ostia anche di codici verdi. Servono – prosegue il segretario Uil Fpl –  medici per le emergenze, è inutile fare il gioco delle tre carte”.

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