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Cronaca

Ostia: operatrice sanitaria ricoverata al Grassi dopo una dose di AstraZeneca

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Ancora scossi dalla notizia della morte prematura di Camilla – la ragazza ligure di 18 anni deceduta a causa di una trombosi due settimane dopo una dose di AstraZeneca – siamo costretti a registrare l’ennesima allarmante reazione provocata da un vaccino, lo stesso vaccino. È accaduto questo pomeriggio a Ostia ad una giovane di 27 anni, operatrice sanitaria dipendente di un noto ospedale romano.

A raccontarlo è il signor Vittorio, 49 anni, di Fiumicino: “Mia moglie e io ieri mattina, giovedì 10 giugno, ci siamo recati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Grassi perché mercoledì lei ha avuto un increscioso incidente sul lavoro alla stazione Termini”, spiega Vittorio. File lunghissime e attese interminabili al triage che inducono a cercare di socializzare con i propri “compagni di sventura” per alleggerire la tensione e ammazzare il tempo. La signora viene colpita dalla figura ansimante di una giovane donna. Respira a fatica e dichiara di avere 40 di febbre. Cionostante è lasciata a sostare per ore su una barella nei locali del Pronto Soccorso. La ragazza aveva fatto la prima dose del famigerato AstraZeneca, stando a quanto racconta Vittorio. “Ci ha spiegato di essere stata costretta a farlo perché glielo aveva imposto l’ospedale per il quale lavora”. La giovane alle 18:00, quando la coppia va via, è ancora sulla barella del pronto soccorso, con la febbre alta, in attesa di ricovero.

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“Non è il primo caso cui assistiamo di sintomi preoccupanti su persone giovani – dice Vittorio – un mio amico due settimane fa ha fatto il richiamo, sempre con AstraZeneca, e da allora non muove più il braccio. È come se si fosse paralizzato. I medici gli dicono di stare tranquillo, che è una reazione del tutto normale. Che piano piano piano va via. Ma lui è molto preoccupato perché a tutt’oggi i sintomi persistono”. “Strano – conclude l’uomo – Mia mamma, che si è vaccinata con Pfizer qualche giorno fa all’età di 83 anni, non ha subito nessuna conseguenza e gode di ottima salute”.

La risposta dell’ospedale

L’ospedale, da noi interpellato per avere notizie sulla salute della giovane, non ha voluto rilasciare dichiarazioni: “Diamo informazioni sulla salute della paziente solo ai parenti di primo grado”, è stata la risposta alla nostra domanda che non voleva violare la privacy (non forniamo dati personali del paziente), ma semplicemente informare di un dato importante su quanto accaduto.

Rosanna Sabella

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