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Pomezia, nuove strisce rialzate… peccato manchi il marciapiede

Foto di Bruno Massaccesi

Ancora una foto di lavori approssimativi nel centro di Pomezia. O meglio, stavolta il lavoro sarebbe ottimo: nuove strisce pedonali con una platea rialzata, che fa rallentare i veicoli e aumenta la sicurezza. Peccato che a pochissimi metri manchi del tutto il marciapiede, costringendo i pedoni a camminare in mezzo alla strada.

La segnalazione: “marciapiede interrotto dopo l’incrocio”

L’incrocio in questione è quello tra via Confalonieri e via Pier Crescenzi. Ce ne eravamo già occupati, quando il ritardo nel ripristino della segnaletica al termine dei lavori di asfaltatura aveva causato diversi incidenti. Ora i lavori sono stati ultimati, la segnaletica è stata ripristinata e rinnovata, ma un cittadino ci segnala un altro problema. In via Confalonieri il marciapiede si interrompe subito dopo l’incrocio su entrambi i lati. I veicoli parcheggiati non lasciano spazio ai pedoni, che si trovano costretti a continuare in mezzo alla strada e al traffico. “Il Codice della Strada prevede che in mancanza del marciapiede, per garantire il transito dei pedoni (almeno su un lato) sia realizzato il passaggio pedonale, di almeno un metro di larghezza”, ci scrive il cittadino. “A cosa è servito spendere denaro della collettività se questa opera non mette in sicurezza i pedoni?”.

L’esperto: “Comune avrebbe dovuto eliminarlo”

Abbiamo sottoposto il problema a Paolo Moscogiuri, architetto esperto in barriere architettoniche, che già avevamo interpellato la settimana scorsa su un altro caso. “Non si può lasciare una strada senza un camminamento sicuro per il pedone, almeno su uno dei due lati”, spiega Moscogiuri. “Qui il reato sembra essere quello del concreto pericolo, in quanto si costringe il pedone, soprattutto anziano, bambino o disabile, a camminare sulla carreggiata. Bisogna specificare che il problema non nasce ora che è stato realizzato quel piccolo tratto di marciapiede, ma è sempre stato presente. La colpa del Comune è semmai quella di non averlo eliminato”.