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Bioparco di Roma, elefante ‘depresso’ e leoncina morta: Earth indaga per conoscere la verità

elefante bioparco

Questa mattina, Valentina Coppola, presidente  di EARTH, insieme a Maurizio Lombardi, segretario del partito animalista italiano e a Daniele Diaco, presidente della commissione ambiente di Roma Capitale, si è recata al Bioparco di Roma per verificare in prima persona le condizioni dell’elefantessa Sofia, che è stata oggetto di una interrogazione dopo la pubblicazione di video in cui era ferma con la testa appoggiata alle stalle della struttura in apparente stato di depressione.

L’elefantessa Sofia

Dal sopralluogo, che è stato accompagnato dal presidente del Bioparco, Francesco Petretti , è emerso che Sofia è un’elefantessa della veneranda età di 55 anni che ha vissuto quasi tutta la sua vita all’interno del Bioparco insieme alla sorella, morta di vecchiaia circa 10 anni fa.

Successivamente le è stata affiancata un’altra elefantessa più giovane, sequestrata da un circo, ma a causa della differenza di età, l’ultima arrivata ha manifestato un comportamento prepotente nei confronti dell’anziana Sofia rischiando di farla cadere. Proprio per tutelare la  salute di Sofia le  due sono state separate con un semplice nastro, con il cibo posto al centro, per dare comunque loro  la possibilità di interagire e mantenere un contatto visivo e tattile tramite la proboscide.

Il comportamento sospetto

Per quanto riguarda il suo andare a toccare con la testa il muro delle stalle, comportamento che inizialmente è stato visto come “ossessivo” come divulgato sui social, è emerso che si tratta di un modo dell’elefantessa di richiedere noccioline e attenzioni ai custodi del parco che conosce da sempre.

«Non posso dire che i Bioparco mi piacciano», ha spiegato Valentina Coppola. «In un mondo perfetto gli animali vivrebbero liberi nel loro habitat, ma sappiamo che così non è. Quindi è importante fare di tutto per rendere le loro condizioni migliori possibili con arricchimento ambientale e “foraging”, tecnica che permette loro attività cognitiva per procurarsi il cibo».

La tragica storia di Aasha

Il sopralluogo è continuato per appurare la storia della leoncina morta pochi giorni fa nella struttura. Si tratta di una delle due cucciole partorite da una coppia di rari leoni asiatici. Purtroppo le piccole presentano una tara genetica, una stenosi, che ha prodotto una emorragia. Il Direttore Petretti ha assicurato che è stato tentato di tutto, ma non è stato possibile salvare la leoncina Aasha. Ora si cerca di prevenire che accada lo stesso alla sorellina Naisha, nata anche lei col medesimo problema genetico, tenendola sotto cura farmacologica.

Animali vittime di maltrattamenti

Ci sono diversi animali giunti al Bioparco da condizioni di vero e proprio maltrattamento, come gli orsi salvati dall’Albania dove venivano tenuti in una piccola fossa e la tigre bianca che mostra comportamenti stereotipati, sequestrata ad un privato

Richieste di Earth per il miglioramento del Bioparco

«Abbiamo avuto l’assicurazione che si tenteranno diverse strategie per aiutare questi animali a migliorare il loro stato di benessere, certamente non sono in condizioni di essere immessi in natura dove avrebbero via breve.
C’è ancora molto da fare per migliorare la situazione del Bioparco che è tutt’altro che idilliaca
– precisa Coppola – gli spazi vanno ampliati, le vasche adeguate e sicuramente è importante aumentare le pannellature con le informazioni sugli animali. E’ necessario superare l’ottica di animale come “attrazione”. Bisogna incontrarli per conoscerli meglio e per capire di quali danni si stia macchiando l’uomo con il depauperamento degli habitat naturali. Insomma se proprio il Bioparco deve avere una funzione, dev’essere quella di far conoscere gli animali, di avvicinare le persone al loro mondo e di indurle al rispetto di esso».