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Cronaca

Truffa del telecomando alle pompe dei carburanti, la rabbia dei benzinai: “Sono video vecchi”

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Resta confermato lo sciopero dei benzinai previsto per il 25 e il 26 gennaio prossimo, l'appello del ministro Urso.

Ritornano virali sul web i video della vecchia truffa del telecomando messa in atto dai benzinai. Il clima di crisi che avvolge il settore è palpabile e il 25 e il 26 gennaio ci sarà un grande sciopero dei benzinai di tutta Italia. Qual è la verità? Ecco tutto quello che sta succedendo in questi giorni con il caro benzina.

È tornata la “Truffa del telecomando”?

La truffa del telecomando è una vecchia storia, smascherata dalla Guardia di Finanza di Napoli circa 4 anni fa. Come veniva messa in atto? Il benzinaio fingeva di mettere il carburante e mentre il contatore procedeva regolarmente, in realtà il carburante non veniva erogato. Infatti, il trucco era che il benzinaio aveva in mano un piccolo telecomando con cui attivava un raccordo interrato che faceva finire il carburante nuovamente nella cisterna.

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Ritornano virali i video della truffa

Il video dello smascheramento della truffa della Guardia di Finanza risale, però, a quattro anni fa. Nel polverone mediatico di accanimento contro i benzinai, il video è diventato nuovamente virale, sebbene non ci siano stati nuovi casi della truffa messa in atto. Perché questo viene spacciato come recente? I benzinai si sono adirati e si sono esposti pubblicamente. Ecco tutto quello che sta succedendo con la fine del taglio sulle accise.

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La rabbia dei benzinai

I benzinai si stanno ribellando a quella che è una vera e propria “ondata di fango” che li sta travolgendo, come hanno dichiarato più volte. Lamentano e denunciano una vera e propria campagna mediatica in atto contro di loro. Come al solito, la colpa ricade sui più deboli: i benzinai guadagnano solo 3 centesimi al litro e sono stati additati come i veri responsabili del caro benzina. Questo perché il nuovo Governo ha tolto il taglio sulle accise in questo momento di crisi e ha lasciato che la colpa venga attribuita ai gestori privati, mentre guadagna 40 miliardi l’anno dalle accise sulla benzina. Per questo i benzinai hanno indetto uno sciopero generale e un presidio sotto Montecitorio per il 26 e il 26 gennaio. 

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