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Sciopero benzinai 25 e 26 gennaio 2023: distributori chiusi su strade e autostrade, orari e quali resteranno aperti

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Sciopero benzinai e self service 24 e 26 gennaio 2023

Sciopero benzinai a gennaio 2023. Prezzi della benzina e del diesel nuovamente ‘alle stelle’ in questi primi giorni dell’anno e come se non bastasse adesso c’è anche l’annuncio di uno sciopero in programma per fine gennaio. Insomma, il nuovo anno, sul fronte del carburante, non è certo iniziato nel migliore dei modi: prima lo stop al taglio delle accise, che ha esaurito i suoi effetti alla mezzanotte del 31 dicembre 2022, poi la corsa dei listini giorno dopo giorno verso l’alto fino a toccare punte di quasi 2.50 euro/litro per il rifornimento con il diesel in autostrada. 

Sciopero benzinai gennaio 2023 ultime notizie

Sul piede di guerra ci sono i gestori delle pompe di carburante che non ci stanno ad essere additati come i responsabili della recente impennata di aumenti. Il salto dall’anno precedente è stato in effetti brutale: se il 2022 si era chiuso, com’è noto, con prezzi tornati sui livelli del 2021, con il diesel a 1.60/litro in media e la benzina fino anche ad oltre 10 centesimi in meno, il 2023 si è presentato con un rincaro immediato di circa 18-20 centesimi. Questo per effetto della fine dello sconto sulle accise. Ma ad alzare la voce gridando alla speculazione è stato ad esempio Matteo Salvini che ha chiesto controlli per verificare se effettivamente ci fossero anomalie nella gestione dei prezzi; ora però, anche per questo, i gestori annunciano uno sciopero per porre fine “all’ondata di fango contro di loro”.

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Stato di agitazione della categoria il 25 e il 26 gennaio 

Per porre fine a questa ‘ondata di fango’ contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le associazioni dei gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della Categoria, su tutta la rete“, si legge in una nota congiunta dei Sindacati Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio.

La prima decisione è quella di annunciare lo sciopero:

“Inoltre avvieremo una campagna di controinformazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero, con presidio sotto Montecitorio”

Le organizzazioni sindacali parlano quindi di “azioni politiche irresponsabili nei confronti della categoria che basa la propria attività su un margine fisso pro litro di 3 centesimi lordi al litro garantendo allo Stato, per contro, un introito di 40 miliardi di euro di gettito“.

Gli orari dello sciopero dei distributori 

Al momento nella comunicazione ufficiale trasmessa alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali si parla di uno sciopero previsto dalle ore 19.00 del 24 gennaio 2023 alle ore 7 del 27 gennaio 2023. La mobilitazione riguarderebbe tutta la rete, quindi strade e autostrade. Precisiamo tuttavia che, ad oggi, mentre scriviamo, non sono da escludersi cambiamenti così come la revoca stessa dello sciopero. In tal senso su www.ilcorrieredellacitta.com troverete tutti gli aggiornamenti. 

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Ma chi ha ragione e a cosa sono dovuti gli aumenti? Si tratta davvero di speculazione o il problema è a monte, ovvero sulle accise? Posto innanzitutto che, al livello internazionale, la speculazione è parte integrante del mercato nel nostro Paese, è innegabile, che se non ci fossero accise così alte il carburante, anche in questo momento così particolare per l’economia globale, non costerebbe così tanto. Sì perché al di là degli slogan politici la certificazione di quanto avviene sul prezzo di diesel e benzina è messa nero su bianco dai dati ufficiali del ministero (li potete leggere qui): guardando agli ultimi report (aggiornati al 9 gennaio) vediamo che per 1.000 litri di benzina le accise pesano per ben 728,40 euro, l’iva per 326 e il netto del carburante per 756 euro formando il prezzo medio totale settimanale di 1.812,00 euro (che corrisponde a 1,81 euro al litro alla pompa). In pratica una percentuale del 50% a testa tra costo del carburante e accise. E il diesel? Qui il rapporto sempre per 1.000 litri di gasolio al costo totale medio settimanale registrato di 1.868 euro (1,86 euro al litro alla pompa) è il seguente: accise 617 euro, iva 336, costo carburante 913 euro. E’ innegabile dunque che gran parte della responsabilità per ciò che riguarda i prezzi sia dovuta comunque alle elevate accise presenti. 

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