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Cronaca di Roma

Nerone: una storia con finale a sorpresa per il cane (scomparso) dal Parco degli Acquedotti

Una bella storia a lieto fine che tuttavia ripropone il problema della scarsa attenzione delle istituzioni sul fenomeno del randagismo

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Da Augusto a Nerone. Curiosa omonimia e inevitabile associazione di idee per una storia…  tutta romana dove però Augusto – un utente di Fb che ama semplicemente gli animali – vuole salvare Nerone, il cane di quartiere. “Ieri ho scoperto, con mia enorme tristezza e sgomento, che Nerone, il cane mascotte del parco è stato accalappiato e portato in canile”, scrive Augusto in un post pubblicato 3 ore fa dal suo profilo Facebook, condiviso sul gruppo Parco degli Acquedotti.

Un cane che viveva libero e felice da sempre, si nutriva di ciò che gli lasciava la gente di passaggio e che non ha mai fatto male ad una mosca. Capisco che il randagismo è una piaga e va eliminata ma non era certo questo il caso. Spostare un cane di oltre 10 anni dal suo habitat equivale a vederlo morire di tristezza e depressione e non me ne spiego la motivazione plausibile”. – conclude l’uomo con amarezza. L’appello – come era prevedibile – non ha lasciato indifferenti gli animalisti. E in pochi minuti è partito un inarrestabile tam-tam per salvare Nerone. Secondo alcuni il cane sarebbe corso dietro a una jogger, spaventandola. Altri sostengono addirittura il bel cagnolone stava diventando aggressivo. E che avrebbe potuto mordere qualcuno.

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“Molto improbabile – sostiene Raffaele – Povero cane. Ma che fastidio dava ??? Erano anni che lo vedevo li sempre per conto suo, mai un’aggressione né altri problemi. Portarlo via dal suo ambiente vuol dire farlo morire. Complimenti a chi lo ha segnalato”. Ma ecco che dopo una valanga di commenti buoni e cattivi, la responsabile del “misfatto” – Laura Pompei – interviene tranquillizzando tutti. Il bel cagnolone – amato da tutti (o quasi) era già stato da lei messo in sicurezza con stallo a pagamento in un’oasi nel verde alle porte di Roma.

“Il cane di quartiere è figura abolita… purtroppo – scrive – Ora Nerone è regolarmente intestato a me che insieme alla grande Antonella, la mia amica e ad altre due volontarie, lo seguo da 8 anni … state tranquilli. Abbiamo creato una bella combriccola. Lo abbiamo cresciuto, curato, accudito. E non lo abbiamo mai lasciato solo, alternandoci a turno nella zona anche nei giorni di festa. Oggi Nerone è in perfetto stato di salute, ha tutto quello di cui ha bisogno. Ed è felice!”

Rosanna Sabella

 

 

 


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