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Cronaca di Roma

Nuova inchiesta sul caso di Emanuela Orlandi: al vaglio della Procura Vaticana ‘Omicidio e occultamento di cadavere’

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Emanuela Orlandi, parla il fratello Pietro al Sit-In

Il caso di Emanuela Orlandi, la 15enne scomparsa misteriosamente in Vaticano il 22 giugno del 1983, è stato riaperto. È stata aperta proprio ieri un’inchiesta per il rapimento, l’omicidio e l’occultamento di cadavere della giovane. Queste le ipotesi investigative contenute nell’esposto e che saranno oggetto di lavoro da parte degli inquirenti, con la verifica di nuove e vecchie piste relative al caso che finora resta avvolto nel mistero. 

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Riaperto il caso Emanuela Orlandi, le piste di indagini 

Cerchiamo adesso di ricomporre i pezzi di quest’intricata vicenda che conosce ora l’inizio di nuove indagini. Nel settembre 2019 vengono allegate alla denuncia delle chat whatsapp di due persone molto vicine a Papa Francesco, in queste conversazioni si faceva riferimento a documenti riservati e relativi al rapimento di Emanuela e venivano citate, come persone informate dei fatti, il cardinal Abril e Monsignor Balda. Tuttavia, la querela poi presentata dal legale Laura Sgrò non portò a nulla. Tant’è che nel novembre del 2021 la famiglia Orlandi inviò a Papà Bergoglio una missiva in cui si lamentava del comportamento delle toghe vaticane; il Santo Padre nel febbraio 2022 rispose al legame esprimendo tutta la sua solidarietà e volontà che venga fatta luce sul caso. I mesi tuttavia passano e la situazione resta quella che tutti conosciamo, questo fino alla svolta di ieri quando il Alessandro Diddi, il capo dei Pm della Santa Sede, rende noto l’apertura del fascicolo indagando, come anticipato, sulle ipotesi di rapimento, omicidio e occultamento di cadavere. 

La Santa Sede 

L’ipotesi è che questa nuova apertura possa esser stata voluta da Papa Bergoglio in persona. Infatti nel sistema giudiziario dello stato pontificio l’iniziativa del promotore di giustizia non può non aver avuto il lascia passare da parte delle autorità superiori quali il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin se non addirittura dal Santo Padre. Dal canto suo, nel corso degli anni, la santa Sede ha mostrato interesse nel collaborare alla ricerca delle verità così da far luce su questo mistero tuttora irrisolto. 

 

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