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Omicidio Michelle Causo, i funerali della 17enne uccisa a Primavalle

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I funerali Michelle Maria Causo

Si è tenuto oggi l’ultimo saluto alla 17enne Michelle Maria Causo, uccisa e seviziata per mano di un coetaneo il 28 giugno scorso. I fatti sono avvenuti nel quartiere capitolino di Primavalle ed ora il killer, un 17enne originario dello Sri Lanka, è ristretto nel carcere minorile di Casal del Marmo. Agli inquirenti il ragazzo ha detto che la giovane era andata su tutte le furie per via di un debito di droga. Debito che ammontava – in base al suo racconto – ad una ventina di euro ma poi, si è scoperto che la somma era decisamente più elevata, pari a 1500 euro. Tuttavia, su quest’aspetto sono ancora in corso le indagini il cui fine è quello di rischiarare i contorni di una vicenda ancora caratterizzata da tanti punti interrogativi. 

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L’ultimo saluto a Michelle Maria Causo 

L’efferata e brutale morte di Michelle Maria Causo – il cui corpo è poi stato fatto a pezzi ed abbandonato in un carrello della spesa vicino ai secchioni di via Borgia – ha lasciato tutti sgomenti. Oggi, mercoledì 5 luglio è il giorno del dolore. Il giorno nel quale coloro che restano dovranno, piano piano, fare i conti con la dura realtà dei fatti. I funerali della giovane sono iniziati alle 11 presso la chiesa di Santa Maria della Presentazione di Primavalle. Tante le persone accorse per dare l’ultimo saluto a Michelle: amici, parenti, il fidanzato Flavio ma anche i residenti di Primavalle e di Torrevecchia. Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso del feretro della 17enne e la bara bianca è circondata da centinaia di persone. Gremita la chiesa e tanti gli striscioni e le corone di fiori. In prima fila, tra i genitori ed i parenti anche la vicepresidente della regione Lazio Roberta Angelilli e l’assesssora comunale alle Pari Opportunità Monica Lucarelli 

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Foto di copertina: Agenzia DIRE — www.dire.it

L’omelia del vescovo Reina 

“Vorremmo dirlo subito che Michelle non è morta, ma vive. Ma ora noi stiamo di fronte al suo corpo morto, straziato. Quello che è successo parla di un mondo guasto, che brucia la giovinezza, che insegue illusioni, che non conosce più quanto preziosa sia una vita. Può avvenire che si banalizzi la vita così da trascinare nella banalità anche il male, che noi abbiamo il dovere di distinguere ed estirpare. Il nostro dolore ora diventa una denuncia, ma deve tradursi anche in cambiamento”, ha detto il vescovo Baldo Reina, durante l’omelia.

“Eccolo il frutto, che questa morte non sia sprecata e che diventi il segno di una necessità, quella di cambiare insieme questo nostro mondo, perché non si arrivi mai a combinare eventi che travolgano l’esistenza, che sacrifichino la giovinezza sprecandola, che uccidano la vita. Il nostro dolore, nel suo impasto di rabbia e disperazione, deve trasformarsi in concime di speranza per una vita diversa, costruendo tutti una società dove queste cose non avvengano più, perché diventi il frutto di una vita nuova”, ha aggiunto il vescovo.

Il monito

“Gesù ci aiuterebbe a rialzarci. Direbbe a tutti noi: ‘rialzatevi imparando a custodire la vita perché è preziosa’. Lo direbbe ai ragazzi: ‘custodite la vita; una volta per tutte dite di no alle droghe, ai crack, alle sostanze. Custodite la vita perché voi siete preziosi’. Non smettere Signore di sussurrare ai giovani quanto è importante che si prendano cura della loro vita; che non facciano le cose perché le fanno tutti, che non sprechino la vita dietro mode omicide, che abbiano il coraggio di dire di no agli spacciatori di morte, che voltino le spalle a chi li considera merce di scambio, a chi li svende per un mucchio di denari, a chi li confonde dicendo che sballo è felicità mentre è solo un terribile baratro che inghiotte corpi e coscienze“, ha detto ancora il vescovo Baldo Reina.

“Lo direbbe a noi adulti: ‘Custodite i ragazzi che non sono solo il futuro ma sono il presente di ogni società, custodite i loro sogni, la loro bellezza, la loro generosità’. Lo direbbe ai genitori: ‘custodite i vostri figli. Accompagnateli nella difficile sfida educativa’. Lo direbbe alla chiesa: ‘custodite i giovani, andateli a cercare dove vivono, dove si divertono, dove passano il tempo. Non li aspettate in chiesa, uscite, cercateli, state con loro, amateli’.

Lo direbbe ai politici: ‘custodite i giovani creando per loro opportunità di sviluppo integrale, prospettive vere di impegno e di lavoro, progetti di società in cui loro siano davvero protagonisti’. I giovani vi chiedono centri di socializzazione tutti per loro, ambienti più sicuri, luoghi più accoglienti, L’appello di Gesù sarebbe soprattutto rivolto in questa circostanza alle agenzie educative: ‘custodite i ragazzi, non stancatevi di accompagnarli nel processo di maturazione umana, per favore parlate dei Valori! Solidarietà, giustizia, bene comune, rispetto della vita, rispetto del creato… testimoniandoli voi per primi’”, ha concluso.

Il degrado

“La morte di Michelle ci pone delle domande come Chiesa e come società civile. Dove stiamo andando? Siamo coscienti o no che la nostra è una crisi di civiltà? Cosa stiamo offrendo ai nostri giovani? Ce la sentiamo ancora di dire che stiamo costruendo un futuro per loro, oppure siamo diventati tutti complici di progetti di morte? Sono domande forti. Lo so. Ma sono domande che, penso, tutti portiamo dentro e che ci invitano ad un attento esame di coscienza!

Questa società nella quale tutti siamo immersi e di cui siamo parte integrante, non ha forse perso la bussola? Il degrado non è in un quartiere o in una periferia. Il degrado è nel cuore di ognuno di noi. Il degrado è nella cultura che respiriamo, nella mentalità che tutti contribuiamo a creare, nel deserto dell’anima, immolando sull’altare dell’egoismo umano vittime sacrificali”, ha detto ancora il vescovo Baldo Reina, durante l’omelia per il funerale di Michelle Causo.

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