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Roma, sedili scomodi, buche e sampietrini: gli autisti di Atac chiedono l’invalidità per il mal di schiena

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Roma. I dipendenti di Atac, l’azienda che gestisce i traporti nella Capitale, tornano a bussare al tribunale civile. Ad accumularsi nel corso degli anni testimonianze, perizie, nonché liste di guasti veri o presunti. I protagonisti della vicenda i conducenti dei mezzi di trasporto in pensione o prossimi all’uscita del lavoro che accumulate diverse migliaia di ore al volante, chiedono di vedersi riconosciuta l’invalidità causata dal mal di schiena o almeno una piccola percentuale, in modo tale che l’Inail possa adeguare di conseguenza il trattamento pensionistico. 

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Le richieste di invalidità degli autisti Atac

A finire nel mirino degli autisti problematiche che praticamente da sempre affliggono la città e che non mancano di esser documentate in maniera pressoché quotidiana. Ci stiamo riferendo alle buche, ai sampietrini del centro storico che a lungo andare avrebbero causato negli autisti dolori nella zona lombare, vertebre schiacciate e altri simili acciacchi che, accumulatisi nel corso degli anni, sarebbero diventati insostenibilmente fastidiosi. Analogamente, anche le sentenze raccolte nel corso degli anni si accumulano e a parlare sono proprio i diretti interessati. Una pratica diffusa che, come già detto, interessa per lo più i lavoratori vicini al pensionamento che sperano di vedersi riconosciuta l’invalidità e conseguentemente di ottenere il relativo adeguamento pensionistico. 

Le problematiche

Tante come detto, le testimonianze dei conducenti che si sono accumulate nel corso degli anni. Per lo più le lamentale facevano riferimento a sospensioni sul posto di guida inesistenti o troppo rigide, sedili poco ammortizzati nonché la scarsa manutenzione effettuata sui convogli. Ora se nel corso di tali battaglie giudiziarie e rivendicazioni da parte degli autisti qualche vittoria c’è stata, riconosciuta ad esempio dal giudice un’indennità dell’8% ad un dipendente già a lavoro per Roma Tpl, ci sono stati anche casi in cui l’indennizzo non è arrivato e, dunque, a vincere sono stati i sampietrini.

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