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Cronaca di Roma

Roma, «Sei pazza, ti ammazzo»: minaccia e soffoca con un cuscino moglie e figlioletto

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No violenza

Roma. Stavano provando a costruire un futuro insieme quando qualcosa si è rotto e il marito è diventato violento, iniziando a minacciare di morte la moglie anche davanti il figlio minore. Un vero e proprio incubo per la donna che, stando alla sua testimonianza, si sarebbe aggravato in seguito alla nascita del loro bambino. Ora un 35enne romano è finito a processo per maltrattamenti familiari e lesioni personali aggravate. 

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Minaccia e picchia la moglie 

Come riporta il Messaggero, tutto ha avuto inizio a gennaio del 2021 quando il 35enne durante le liti con la moglie la spingeva a terra procurandole lividi su tutto il corpo ma non solo. Servendosi di alcuni coltelli, l’uomo non perdeva occasione per urlarle contro e minacciarla: ‘Sei pazza, sei schizofrenica come tua zia’. ‘Non sei buona a niente, devi andare a lavorare’. Queste le parole, cariche di ira, pronunciate dall’uomo. La situazione non si sarebbe calmata nemmeno durante la gravidanza quando, anzi — come riferito dalla vittima — le violenze di sarebbero addirittura accentuate. L’uomo infatti continuava a picchiarla incurante del bambino che portava in grembo. 

L’apice delle violenze 

L’apice delle violenze si è tuttavia raggiunto a maggio del 2022, quando la vittima ha temuto non solo per la propria incolumità ma anche per quella del figlio, anch’egli coinvolto nell’ aggressione. Il due maggio, durante una lite, l’uomo avrebbe preso ed impugnato alle gambe della moglie un coltello da cucina. Non pago, avrebbe inoltre preso un cuscino premendolo sia sul viso della donna sia su quello del piccolo di soli 3 anni. Successivamente, verso la metà di maggio, il 35enne ha lasciato la casa ma le minacce alla moglie non si sono, purtroppo fatte attendere: ‘Vengo a casa e ammazzo te e tua madre’, le avrebbe detto e poi, in un secondo episodio di violenza l’uomo le avrebbe stretto le mani sugli zigomi fino a farla cadere, procurandole diverse contusioni sul corpo. 

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La denuncia e la difesa 

Denunciato, ora l’uomo è a processo con l’accusa di maltrattamenti e lesioni personali e nel frattempo sono state avviate anche le pratiche per la separazione. Proprio durante una delle udienze l’uomo avrebbe raccontato della gelosia della donna che era causa di continui litigi. A seguito della decisone del Pm di emettere la misura del divieto di avvicinamento all’abitazione e al luogo di lavoro della parte offesa, la difesa dell’uomo ha presentato al tribunale del Riesame una serie di prove a sostegno della versione dell’imputato. Tra queste anche le cartelle cliniche della vittima che soffre di una malattia degenerativa che le causa lividi ed ecchimosi sul corpo e le chat di WhatsApp dove la donna avrebbe minacciato il marito facendosi forte delle conoscenze di suo padre, maresciallo dei carabinieri. Le prove sono ora al vaglio dei giudici. 

 

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