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Cronaca

Omicidio Diabolik, i genitori: ‘Ergastolo a chi l’ha ucciso’. Inizia il processo per Fabrizio Piscitelli

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Omicidio Daibolik

Ieri mattina, mentre lasciavano l’aula bunker di Rebibbia, i genitori di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, hanno ribadito  nuovamente, insieme ai loro legali: ”Siamo convinti che la Procura farà di tutto perché si arrivi al risultato finale: ossia all’ergastolo per Calderon e per chi è, o sono, i mandanti dell’omicidio di Fabrizio e per tutti i loro fiancheggiatori”.

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Iniziato il processo per Fabrizio Piscitelli alias Diabolik

Fabrizio Piscitelli era stato ucciso a sangue freddo con un colpo di pistola alla nuca mentre era seduto su di una panchina nel parco degli Acquedotti. Era il 7 agosto del 2019. E nella giornata di ieri, davanti alla Corte d’Assise, è iniziato il processo che vede al banco degli imputati Raul Esteban Calderon, origine argentina, ritenuto l’esecutore dell’omicidio. In aula, presenti anche la sorella di Fabrizio, Angela e il fratello Andrea, costituiti parte civile insieme con i genitori. Come spiegato dagli avvocati che assistono Angela e i genitori: ”Non è loro interesse arrivare a un risarcimento pecuniario, ma sostenere la Procura nel suo compito e vigilare perché si arrivi a un risultato certo: ossia il riconoscimento della responsabilità penale del Calderon e questo non può che avvenire, a nostro avviso, se non con l’ergastolo”.

L’imputato e i testi della difesa

Al processo appena iniziato, l’imputato argentino è accusato di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e detenzione abusiva di armi. Durante le ore di ieri mattina, lui, è comparso in videocollegamento, come riportato anche da il Messaggero. La questione appare complicata sin da subito, anche perché sarebbero 114 i testi che la difesa intende portare in aula, tra i quali numerosi agenti della polizia di Stato e della penitenziaria, nonché personaggi amici e sodali del Diablo arrestati per narcotraffico e, a quanto si apprende, anche un giornalista del Corriere della Sera. Pare che l’obiettivo sia quello di scardinare l’impianto accusatorio facendo leva su alcuni punti in particolare, come ad esempio a pistola, la deposizione chiave della compagna di Calderon, e l’ammissibilità delle intercettazioni Sky.

Le parole dei genitori di Fabrizio

I familiari, ad ogni modo, attraverso i legali, sono convinti che ”la Procura continuerà a dare il massimo impegno per arrivare al risultato. Ci vorrà solo pazienza perché la giustizia porti anche ai mandanti perché non possiamo credere che Fabrizio sia morto per avere dato dell’infame al fratello di Bennato. La ricerca dei mandanti e dei fiancheggiatori è ancora in corso, la Procura vuole arrivare a chiarire chi ha voluto la sua morte e noi attendiamo con fiducia”.

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