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Cronaca di Roma

Omicidio Diabolik, finisce a processo Raul Esteban Calderon: le intercettazioni sono schiaccianti

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Omicidio Daibolik, il processo a Calderon

Il processo per l’omicidio Diabolik può, ora, iniziare. Così, il giudice Roberto Saulino ha rinviato a giudizio Raul Esteban Calderon, il quale stando alla procura, è il killer travestito da runner che il 7 agosto del 2019 avrebbe freddato Fabrizio Piscitelli, nei pressi del Parco degli Acquedotti. Poi, sempre il giudice in questione ha stabilito, come informa anche Repubblica, che altre quattro persone verranno giudicate in un secondo processo, ovvero quello relativo al delitto del pregiudicato albanese Shehaj Selavdi, ucciso sulla spiaggia di Torvajanica. Due delitti, insomma, quello di Diabolik e quello relativo al pregiudicato albanese Shehaj Selavdi. Ma, tra questi, ci sarebbe un’unica scia di sangue a fare da collegamento. Forse un unico movente, come rivelano alcune indiscrezioni dalle indagini, che avrebbe come cardine un ”progetto di supremazia sul territorio”. Nel dettaglio, dell’omicidio Diabolik si discuterà il 23 febbraio prossimo a Roma, mentre il delitto dell’albanese verrà affrontato tre giorni prima nelle aule del tribunale di Frosinone. 

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Omicidio Diabolik: le intercettazioni schiaccianti

Le accuse, ad ogni modo, sono abbastanza serie per i protagonisti del processo: omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Un reato, questo, che Calderon ha sempre affermato di non aver commesso, avendo spesso spiegato di non essere lui la sagoma che viene inquadrata dalle telecamere di video-sorveglianza che hanno immortalato proprio gli attimi dell’omicidio di Diabolik. Inoltre, c’è una perizia balistica effettuata dalla difesa sull’arma del delitto che potrebbe mettere in dubbio anche questo particolare. Tuttavia, a complicare le cose per gli indagati, sarebbero in realtà alcune intercettazioni schiaccianti: “Te lo dico Francè – dice al telefono l’imputato – more qua, perché sennò dopo t’ammazzo pure ate! Io ho ammazzato tre persone de questi”. E poi, ancora: “Quelli che so stati  – aggiungerà più avanti, parlando proprio dell’agguato al fratello – l’ho ammazzati già io…So mortitutti e due…uno alla spiaggia a Torvaianica e uno a San Basilio”. Insomma, materiale che scotta, e che difficilmente potrà essere confutato a processo, ma vedremo nei prossimi mesi come andrà a finire. 

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