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Ragazzo di 17 anni ucraino trasportato con urgenza a Roma, le sue condizioni sono gravissime: voleva salvare la madre dai bombardamenti

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Prove di guerra a Sabaudia

Non è una storia nuova, neanche l’unica e neanche una particolare. Non è una storia che lascia più sorpresi. Dovrebbe essere così ma purtroppo non lo è. Questa è solo una storia che, tra le tante, ha la possibilità di potersi raccontare. Un ragazzo di appena 17 anni ucraino, mentre cercava di salvare la madre, è rimasto ferito, gravemente, dai continui bombardamenti che stravolgono la sua vita da mesi. Un atto di coraggio, disperazione, amore, sopravvivenza, che si è dimostrato inutile. La mamma non ce l’ha fatta. 

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Il ragazzo verrà trasportato d’urgenza a Roma 

Il ragazzo verrà trasportato domani d’urgenza con un volo diretto a Roma. Riporta gravi ustioni pari al 70% del corpo a causa dei bombardamenti. Verrà preso in carico dal “Centro Grandi Ustionati del Sant’Eugenio di Roma”. A dichiararlo l’assessore Alessio D’Amato. Stava cercando di salvare la madre rimasta coinvolta nell’attacco. Ha fatto di tutto fino all’ultimo secondo ma non è stato possibile fare di più. Per miracolo è ancora vivo ma le condizioni sono gravissime. Con lui ci saranno altri quattro pazienti ucraini, probabilmente rimasti feriti per lo stesso motivo. 

Le tragedie all’ordine del giorno

Tutti i giorni nel nostro smartphone o in qualunque sito d’informazione riceviamo notizie drammatiche riguardanti, in questo caso, la guerra Russia-Ucraina. Scorrendo leggiamo storie che non possono essere reali ma che la quantità di tragedie rende sempre più “normali”, all’ordine del giorno. Ci stiamo quasi abituando al senso di impassibilità di fronte a tanto male. Continui bombardamenti, problemi economici, pensieri, opinioni differenti, e la gente che continua a morire. 

Bimbi che cercano di salvare i propri genitori. Genitori che non possono più sperare di vedere i loro figli. Ragazzi con l’adolescenza strappata, bambini che non hanno mai conosciuto l’infanzia. Immagini lontane che diventano sempre più vicine, e fanno male. Questa è la guerra che ancora, nel 2022,  si deve raccontare. 

 

 

 

 

 

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