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Cronaca

Regione Lazio, la ”fabbrica di poltrone”: nomine a pioggia per occupare gli spazi amministrativi

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Regione Lazio: la fabbrica delle poltrone

Regione Lazio. Altro che ”artigiani della qualità” come recita la nota pubblicità. Il vero poltronificio è quello che c’è nella Regione Lazio, dove, nonostante le dimissioni del presidente Nicola Zingaretti e la data già fissata per le nuove elezioni, la giunta sta continuando ad assegnare incarichi, proprio come se si trovasse ancora nel pieno delle propria operatività fattuale. Come se non fosse impegnata solamente nell’ordinaria amministrazione, come dovrebbe, dato che è previsto di norma in situazioni come quella attuale del Lazio. Proprio nelle ultime ore, come segnalato anche da Repubblica, arriva la decisione della Regione di avviare la procedura per il conferimento dell’incarico di direttore del soccorso pubblico e 112 Nue (Numero unico emergenza), così come quella di ufficializzare la nomina del nuovo direttore della Direzione regionale agricoltura. Scelte importanti. Così importanti che hanno tutta l’aria di essere destinate a finire sui tavoli dei magistrati della Corte dei Conti.

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La fabbrica di poltrone nella Regione Lazio

Per quanto riguarda, nel dettaglio, il numero di emergenza, ecco che la Direzione affari istituzionali e personale ha pubblicato un avviso per affidare l’incarico di direttore a un esterno, e “su richiesta del presidente della giunta”. Una nomina che pare abbia la massima urgenza, e che ha concesso ai diretti interessati solamente una decina di giorni per poter presentare la candidatura. Invece, per quel che riguarda la Direzione agricoltura, sulla proposta del vice presidente Daniele Leodori, si è deciso di agire e procede nell’immediato. L’incarico, poi, è ben remunerato: parliamo di oltre 155mila euro l’anno, a cui si possono aggiungere le retribuzioni di risultato, “nei limiti del tetto del trattamento economico”. Ad ogni modo, le poltrone sulle quali da mesi si è concentrato il mondo politico regionale sono però quelle degli Egato, ovvero gli Enti di governo dell’ambito territoriale che dovranno occupare della gestione dei rifiuti a Roma e nelle province – un latifondo politico di tutto rispetto. Di fatto, la legge per l’istituzione dei sei Egato è stata approvata a luglio, e tra membri dei consigli direttivi, presidenti, revisori dei conti ed altro ancora, potranno essere assegnati 42 incarichi. Nel dettaglio, presidenti che verranno eletti riceveranno una retribuzione pari all’80% dell’indennità del presidente della Regione, che tradotto significa oltre ottomila euro. I componenti del direttivo, dovranno invece accontentarsi del 40%. “La giunta regionale di sinistra, in carica per l’ordinaria amministrazione – denuncia la consigliera regionale Laura Corrotti, di FdI – continua la sua opera di occupazione di tutti gli spazi amministrativi e politici possibili, senza considerare leggi, sentenze e buon senso”. Di fatto, la giunta regionale ha così ora deliberato la costituzione delle Assemblee di gestione degli Egato, al fine di consentire ai rappresentanti dei diversi Comuni di eleggere i vertici dei nuovi enti.

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