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Elezioni Pomezia, candidato centrosinistra: tra i due “litiganti” il terzo gode? Ma intanto il tempo passa

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Giorni frenetici in casa Partito Democratico. Tra discussioni, vere e proprie liti, richiami ad un senso di responsabilità sta per concludersi un’altra giornata, l’ennesima, senza che i dem abbiano ancora un nome ufficiale (definitivo) da presentare alle prossime elezioni.

Al momento, per riavvolgere un po’ il nastro, c’è sempre la mezza candidatura di Andrea Cisternino, segretario locale, e i due nomi di Antonio Aquino (i cui supporters hanno da poco lanciato però un ultimatum al PD: “Noi coi vostri giochi di potere non vogliamo avere nulla a che fare”) per la carta ‘civica’, e Stefano Mengozzi, quale uomo “di partito”. 

Ma di accordi nemmeno l’ombra, anzi. Le due correnti interne al Partito Democratico – che al momento, sempre in un’ottica riassuntiva, risulta in coalizione con i socialisti e con l’Italia dei valori – possono essere così riepilogate: da una parte ci sono i dirigenti che si sono schierati a favore del segretario locale Cisternino (tra i quali troviamo Crognaletti ad esempio) e che spingono sul nome proveniente dalla società civile, Aquino per l’appunto; dall’altra parte ci sarebbero gli ormai “noti 10” Zottola, Del Buono, Zanin, Benedetti, Zapponi, Battistelli, Risi, Mazzoni, Sferrazza e  Callarello che invece spingono con forza per il candidato “interno” Mengozzi.

E a proposito di coalizioni è proprio il nome di Stefano Mengozzi ad attirare nell’orbita PD altri due movimenti, Pomezia Domani e SI: “Crediamo che la persona più idonea a rappresentare e guidare il progetto di una proposta politica e amministrativa di centrosinistra seria, credibile per il governo di Pomezia sia Stefano Mengozzi. Intorno alla sua figura è possibile costruire una coalizione in grado di aprire una pagina nuova per il centrosinistra ma, soprattutto, per la nostra città”, hanno fatto sapere recentemente le due forze politiche unitesi così ai socialisti e all’Italia dei Valori.

Tornando a noi, ieri sera, nell’ottica del quadro poc’anzi dipinto, stando ad alcune voci di corridoio raccolte, si sarebbe svolta un’altra votazione nelle sedi dei democratici dalla quale però, per l’ennesima volta, sarebbe uscita una sorta di parità, in termini di voti (10 a 9 nella votazione, per la verità, anche se poi è stato fatto un documento che aggiungerebbe una decima persona ai 9 a favore di Aquino), tra i due candidati

E dunque niente è scontato, compreso un eventuale dirottamento verso un nome terzo, rimettendo però in discussione anche la candidatura dello stesso Cisternino, considerando la spaccatura che di fatto il locale segretario ha creato nel gruppo.

 

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