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Cronaca

L’allarme di D’Amato: «Rivedere criterio dell’RT altrimenti tutta Italia in arancione» (compreso il Lazio)

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RT lazio

Quello che sosteniamo da tempo finalmente viene ribadito con fermezza anche nelle sedi Istituzionali, in questo caso nel Lazio (ad onor del vero l’Assessore Regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato aveva già sollevato la questione mesi fa in occasione del passaggio della Regione in zona rossa). Sì perché nonostante la situazione sul fronte dell’andamento dell’epidemia sia in sensibile miglioramento – come rivelano anche i dati odierni – su molte Regioni si riaffaccia nuovamente l’ombra della zona arancione (o rossa).

Coronavirus Lazio, cosa rischia la Regione

Il caso del Lazio è emblematico ancora una volta. «L’incidenza settimanale è sotto la media italiana – puntualizza la Regione – e un terzo degli utenti della popolazione target (dai 18 anni in su – dato Istat) ha già ricevuto la prima dose di vaccino, il 15% ha già completato il percorso vaccinale». I casi giornalieri sono pressoché stabili e “i tassi di occupazione ospedalieri sono entro la soglia, così come l’incidenza che è diminuita a 123 per 100 mila abitanti”.  

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L’unico dato che “preoccupa” (ma non certo per il reale andamento dell’epidemia che nel Lazio è sotto controllo come visto) è dunque solo ed esclusivamente quello del valore RT che nel Lazio torna a sfiorare l’1 (siamo a 0.91 calcolato e riferito al 21 aprile). Un valore che, come detto più volte, si riferisce ad oltre 14 giorni prima rispetto alla data di pubblicazione del report settimanale (e dunque con capacità ridotte di intervenire con misure efficaci e tempestive sui territori) ma per il quale in modo abbastanza determinante si stabilisce il passaggio da una zona all’altra. Sentenzia quindi D’Amato (che non può che trovarci d’accordo): «Bisogna rivedere il peso del coefficiente RT o presto tutta Italia andrà in arancione nonostante l’incidenza in calo». 

Italia, ecco di che colore saranno le Regioni dalla prossima settimana

Il Lazio, per questa settimana almeno, non rischia di cambiare colore. Le Regioni in zona gialla, attualmente, sono: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto, con anche le province autonome di Trento e Bolzano. Le Regioni in zona arancione, attualmente, sono: Calabria, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia. In zona rossa, invece c’è solo la Valle D’Aosta. 

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Con il nuovo monitoraggio dati qualcosa però potrebbe cambiare: la prima Regione a diventare gialla dovrebbe essere la Basilicata – grazie all’andamento della campagna vaccinale e la diminuzione dei contagi – anche se l’indice Rt è al 1.02. La Campania è invece sorvegliata speciale che potrebbe passare invece dal giallo all’arancione.

Attualmente l’indice Rt è di 1.08 – solo Napoli ha visto 251 positivi ogni 100mila abitanti – un parametro che dovrebbe in verità far scattare la zona rossa. Anche la Puglia e la Sicilia potrebbero volare verso la zona gialla, mentre la Sardegna dovrebbe rimanere in zona arancione (nonostante ciò Mario Nieddu, l’assessore alla Sanità, punta ad un passaggio in fascia gialla). 


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