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Cronaca

Linee guida Green Pass sul lavoro, in arrivo nuovo Dpcm per il 15 ottobre 2021: novità, regole, controlli e sanzioni

Dal punto di vista organizzativo si temono grossi disagi. A pochi giorni dall’obbligatorietà del green pass sul luogo di lavoro mancano ancora le linee guida. Atteso nuovo Dpcm a breve

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Linee guida Green Pass sul lavoro, in arrivo nuovo Dpcm per il 15 ottobre 2021: novità, regole, controlli e sanzioni

Linee guida Green Pass sul lavoro, in arrivo nuovo Dpcm per il 15 ottobre 2021. Giornata cruciale quella in corso sul fronte green pass con la giornata cerchiata in rosso del 15 ottobre, venerdì. Da quel giorno infatti la certificazione verde, avvenuta vaccinazione, tampone negativo nelle 48 ore precedenti (72 per i molecolari), o guarigione dal Covid, sarà obbligatoria nei luoghi di lavoro. Ma dal punto di vista organizzativo – e soprattutto dei controlli – si prevedono caos e disagi. 

Obbligo green pass sul lavoro, nuovo Dpcm Draghi del 15 ottobre 2021

Proprio per questo sono in arrivo le linee guida del Governo per disciplinare le regole nei vari ambiti di applicazione. Lo strumento scelto dovrebbe essere quello del Dpcm con Draghi che dovrebbe firmare a breve il testo. Ma cosa conterrà? Innanzitutto dovranno essere definite le modalità di verifica dei green pass dunque dei relativi software e programmi applicativi. Lato controlli si dovrebbe optare per quelli a campione (in misura non inferiore al 20%) utilizzando, per ora, l’app VerificaC19, in assenza di alternative.

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Allarme tamponi, almeno “4-5 milioni di lavoratori non vaccinati”

L’altro fattore da tenere in considerazione è quello dei tamponi. Secondo Cartabellotta della Fondazione Gimbe) ci sono ancora “4-5 milioni di lavoratori non vaccinati”. E questo presenta un problema. Perché senza vaccino gli impiegati potrebbero ricorrere al vaccino ma come gestire un numero così ampio? “Dato che è impossibile fare 12-15 milioni di tamponi a settimana la soluzione è l’obbligo vaccinale” – aggiunge Cartabellotta – che poi boccia l’ipotesi di “di un tampone rapido valido 72 ore” perché 248 è già tanto, andrebbe fatto ogni 24″. 

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