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Regionali Lazio, scintille tra Rocca, D’Amato e Bianchi da Lucia Annunziata

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Ospiti di “Mezz’ora in più”, i tre candidati Presidente per le Regionali Lazio hanno avuto un’accesa discussione su autonomia differenziata, dinamiche interne ai vari partiti e la viabilità al collasso nella Regione.

Il confronto televisivo tra i candidati delle Regionali Lazio

Scintille al tavolo da Lucia Annunziata a “Mezz’ora in più” su Rai3, che ha ospitato i tre principali candidati alle regionali del Lazio. È il primo confronto che va in onda presso un programma nazionale. ma la discussione tra il dem Alessio D’Amato, il candidato del centrodestra Francesco Rocca e quella del Movimento 5 Stelle e del Polo progressista Donatella Bianchi, si è accesa in maniera energica sul tema locale per eccellenza: la sanità laziale. Ciascuno poi è stato chiamato a rispondere a una domanda più prettamente politica, ovvero dei problemi interni alle coalizioni che li sostengono.

A lanciare il primo affondo è stata Donatella Bianchi: “Abbiamo qualche speranza di essere curati solo se siamo in punto di morte. Non c’è personale, sono solo 3 su 100 gli anziani che hanno l’assistenza domiciliare”. Una descrizione della sanità laziale “devastata” che l’assessore D’Amato restituisce al mittente: “Non è vero. Il Lazio è sopra la soglia dei livelli di assistenza e leader per quanto riguarda il piano nazionale esiti”. Francesco Rocca incalza e parte il botta e risposta: “Ci sono tantissime regioni che fanno meglio di noi sui livelli di assistenza, usiamo ancora il fax per cercare i posti letto liberi nei pronto soccorso”. “Ti do una notizia – replica l’Assessore alla Sanità- c’è un sistema che si chiama advice che mette in collegamento i 44 pronto soccorso che abbiamo, non è vero che si usano i fax”.

Il tema dell’Autonomia e le tensioni nelle coalizioni

Il terreno su cui i tre sono sostanzialmente d’accordo è quello dell’autonomia differenziata che non deve penalizzare il Lazio. Se D’Amato e Bianchi si dicono apertamente contrari alla proposta del ministro Calderoli, a Rocca spetta il più arduo compito di essere critico senza infierire sul governo di centrodestra. “Attendiamo il progetto finale sull’autonomia e dopo vedremo. È una proposta di un partito politico, non è stata licenziata dal governo. Se è un viaggio per avvicinare le amministrazioni ai cittadini mi vede favorevole, ma se dovesse rischiare di penalizzare i cittadini del Lazio non mi vedrebbe favorevole”.

Cautela anche sulle tensioni interne al centrodestra in seguito al commissariamento di Giorgia Meloni che nei panni di leader di FdI ha esautorato il coordinatore romano Massimo Milani, vicino al vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, dai suoi compiti. “I partiti hanno sempre avuto una vivacità al loro interno, ma la sensazione è quella di voler cambiare rotta – risponde Rocca – Rampelli vuole vincere e anche se vedo le tensioni non le percepisco”.

Anche Donatella Bianchi è stata chiamata a rispondere delle dinamiche politiche e in particolare della mancata alleanza tra Pd e M5s. “Rinnegate quello che è stato fatto insieme fino a ieri?”, chiede la giornalista. “Io lavoro in continuità con le assessore del M5s Lombardi e Corrado per scrivere il programma, quando mi sono candidata c’erano alcune linee che non erano più condivise col PD, c’è il tema del termovalorizzatore e non solo”.

Il termovalorizzatore

Sull’impianto romano ciascuno ha ribadito la sua posizione: per D’Amato “serve a chiudere il ciclo dei rifiuti a Roma” e a contrastare “la lobby delle discariche nel Lazio”, Rocca è favorevole ma dal commissario Gualtieri chiede di nuovo chiarimenti sulla viabilità che serve a raggiungere l’impianto. Per Bianchi “stiamo raccontando una montagna di bugie – l’attacco ai competitor – costruirlo significa costringere il Lazio a stare 30 anni con l’incenerimento mentre tutto il resto del mondo va in direzione contraria. Dobbiamo invece ridurre i rifiuti”.

Dopo le accuse reciproche, la discussione si conclude con una priorità per ciascun candidato: per Rocca c’è il problema della “viabilità al collasso”, l’assessore alla Sanità parla del reddito di formazione, mentre Bianchi si schiera per il no al voto disgiunto che invece viene evocato dal Pd. Una richiesta che se accolta metterebbe Bianchi in seria difficoltà. Dunque il contrattacco: “Gli elettori 5s non voteranno D’Amato, casomai quelli del Pd voteranno il Movimento”.

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