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Processo fratelli Bianchi, il testimone chiave: “Ecco chi ha sferrato il calcio fatale”

Marco Romagnoli, amico stretto della vittima, ricostruisce le ultime fasi del pestaggio

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Si aggiungono altri dettagli sulla morte di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni originario di Capoverde ucciso a Colleferro nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020. Al processo davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone oggi è stato chiamato a testimoniare Marco Romagnoli, una delle persone più legate alla vittima. Insieme i due trascorrevano durante i fine settimana i locali della movida. E quelli di Colleferro erano una tappa fissa. Davanti ai giudici ha raccontato quanto accaduto in quelle ore mentre era accanto all’amico. 

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Le ultime parole di Willy: “C’è qualcosa che non va?”

Marco Romagnoli ricostruisce le ultime fasi della vita dell’amico. “Stavamo tornando a casa quando davanti all’auto di Willy abbiamo visto due gruppetti che discutevano animatamente. Poco prima avevo visto Federico Zurma cadere dalle scale”. Romagnoli spiega che Willy si ferma per chiedere a Zurma se avesse bisogno di aiuto. “Era era preoccupato per il suo amico”. Così si avvicina e gli chiede cosa stesse succedendo. “C’è qualcosa che non va?”. Sono le ultime parole della vittima. Poi arriva il pestaggio. 

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La testimonianza: “È successo tutto in 30-40 secondi”

“Ho sentito il rumore un’auto – ricorda Romagnoli – un’Audi nera, e ho visto delle persone scendere. Erano 4-5, tutti uomini”. Poco dopo arriva il pestaggio. “Ero vicino a Willy – ricorda Romagnoli – e per prima cosa ho visto uno degli uomini scesi dall’auto sferrargli un calcio allo sterno. Willy si è rialzato, ma è stato colpito nuovamente ed è stato rimandato a terra. Samuele Cenciarelli, che ha provato a difenderlo, ha preso un calcio alla gola da un altro ragazzo, un calcio che gli ha tolto il respiro. Io – prosegue – sono riuscito a fare qualche passo indietro, forse preso dalla paura”. Un accanimento durato pochissimo. “Mi sono allontanato ed è successo tutto in 30-40 secondi. Quando Willy era a terra hanno continuato più persone a infierire su di lui con calci e pugni. Poi li ho visti salire in auto e andare via. Quegli uomini non li avevo mai visti prima di quel momento”.  Per Romagnoli non ci sono dubbi per su chi ha colpito Willy e Samuele: sono stati Gabriele e Marco Bianchi.


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