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Processo Portanova: agli atti anche una chat di Ethan dei Maneskin

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I Maneskin in concerto al circo massimo appello ai medici

Processo Portanova. È delicata l’indagine per stupro nata dalla denuncia di una studentessa di 22 anni che ha accusato il calciatore del Genoa ed i suoi amici di violenza sessuale di gruppo. I fatti sono accaduti a luglio 2021. 

La decisione — di mandare o meno a processo il calciatore del Genoa e gli altri — spetta al giudice per l’udienza preliminare di Siena. Ora però spuntano dei nuovi elementi sul caso. 

Come riporta il Corriere della Sera, l’avvocato Alessandro Betti — difensore del cugino di Portanova — ha depositato la relazione di una psicologa forense che ha analizzato le chat WhatsApp della ragazza. 

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Processo Portanova: la chat con Ethan

In una di queste chat spunta anche il nome del batterista dei Maneskin: Ethan Torchio che aveva una relazione con la ragazza. Ora, va detto che il batterista è completamente estraneo ai fatti, non c’entra nulla con la vicenda e non è indagato. 

Tuttavia, secondo l’avvocato Betti la loro chat, lunga dieci pagine e precedente ai fatti, è utile per far luce sui contorni della vicenda. 

Le parole dell’esperta

‘Dopo l’attento studio del materiale messo a disposizione — sempre secondo quanto riportato dal Corriere — non emergono elementi che permettono di dire che la persona offesa abbia espresso il suo dissenso agli imputati in maniera chiara ed inequivocabile’, conclude la psicologa. 

Ma Jacopo Meini, il difensore della ragazza non ci sta e fa notare che la conversazione finita agli atti non fosse integrale: ‘Dalla versione intera si capisce bene che la mia assistita è contraria al sesso di gruppo’. Nel corso dell’udienza, il legale ha poi riportato al centro dell’attenzione del giudice dei nuovi elementi. 

La testimonianza della migliore amica 

In merito a quest’ultimi spunta anche la testimonianza dell’amica del cuore. La notte in cui incontrò Portanova e i suoi amici — tra il 30 e il 31 luglio scorso — c’era anche lei ma in un’altra stanza e con un ragazzo estraneo alla vicenda.

In merito a quella notte racconta: ‘Era in piedi, con la borsetta tra le mani e mi guardava con un’espressione un po’ strana e capivo che c’era qualcosa che non andava. Non era l’amica spensierata di sempre. Quando le ho chiesto cosa avesse non mi ha risposto chiedendomi poi di lasciare subito quella casa e li ho capito che era successo qualcosa di grave’. 

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