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Cronaca di Roma

Roma, se contrastare un venditore abusivo “ci costa” più della merce sequestrata: per multe che non pagherà nessuno

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Lo abbiamo definito il paradosso degli abusivi. Si tratta di un fenomeno, quello dell’abusivismo commerciale, più che noto a Roma, specie nelle zone del centro, che vede protagonisti decine e decine di venditori ambulanti i quali ogni giorno piazzano la loro merce a turisti e passanti.

Il repertorio è vastissimo: si va dalle bottigliette d’acqua, ai souvenir di pessima qualità, a gadget e cover per cellulari, fino ad arrivare ai agli articoli con marchi contraffatti di calzature e abbigliamento. Le forze dell’ordine, dal canto loro, ce la mettono tutta,  con operazioni continue per arginare il fenomeno. Ma la legge non li aiuta, e spesso i loro sforzi vengono vanificati. Con in più la “beffa” di aver sprecato risorse a tutti i livelli.

Venditori ambulanti a Roma (quasi) impuniti: ecco perché

Ne parliamo con il Segretario Romano Aggiunto del SULPL (Sindacato Autonomo Lavoratori Polizia Locale) Marco Milani.

Lei ha segnalato in questi giorni il problema dietro alle attività di contrasto anti abusivismo svolte dalla Polizia Locale. Può spiegarci meglio? 

«Ho portato un esempio semplicissimo, anche perché il fenomeno è pronto a riesplodere considerando l’arrivo del caldo, ovvero quello dei venditori delle bottigliette d’acqua. Un venditore abusivo di acqua, gira in media con una dozzina di bottigliette (terminate le quali sarà propria cura reperire “fresche” , presso una delle centinaia di minimarket sparsi nella capitale). Costo complessivo della “merce”, meno di 5 euro».

«Il vigile (o poliziotto locale che dir si voglia), che venga impiegato nel contrasto a tale forma di abusivismo commerciale, ha un costo per l’amministrazione (e quindi per la comunità cittadina che lo retribuisce) di circa 18 euro lordi l’ora. Ma non solo. Il sistema attuale prevede che, in caso di intervento, egli deva redigere ben 5, 5 verbali, sanzionando gli Artt. 9 e 15 del regolamento di Polizia Urbana; verbalizzando il sequestro amministrativo delle bottigliette; verbalizzando ai sensi degli Art. 40 e 56 della legge regionale N 22 del 06/11/19, ovvero 5.000 euro di contravvenzione che nessuno pagherà mai, tantomeno un nullatenente che vende bottigliette d’acqua ai turisti. Ed infine procedendo ad un DASPO urbano ovvero un divieto di avvicinarsi alla zona, per le successive 24 o 48 ore, di cui non sono ben chiare le misure adottabili in caso di accertata inottemperanza. Tutto questo inoltre nel migliore dei casi…»

Prego…

«Se infatti il venditore ambulante abusivo viene trovato senza i documenti per un valido permesso di soggiorno, ai sensi dell’art. 349 del codice di procedura penale nei confronti di questi soggetti va proceduto agli obbligatori, ripeto obbligatori, rilievi fotodattiloscopici che appesantiscono ulteriormente le tempistiche dell’intervento».

Tornando alle multe che fine fanno i verbali?    

«Intanto come detto non vengono pagate da nessuno. Dopodiché si fornisce anche un’immagine distorta della realtà economica dell’Ente considerando che quelle cifre vanno a finire nei bilanci del Comune di Roma».

Quale può essere una soluzione? 

«Innanzitutto ritengo che le procedure andrebbero ottimizzate. Non solo e non tanto per chi esegue il servizio ma per quel cittadino, che ha diritto ad avere servizi concretamente utili ed efficienti, a fronte del corrispettivo versato sotto forma di Tributi locali. Come Sindacato della Polizia Locale siamo decisi a ribadire che operatività ed efficienza debbano tornare ad essere punti di riferimento: come per il fenomeno dei monopattini abbandonati sul territorio per i quali, come da disposizioni operative ricevute, possiamo compilare soltanto delle segnalazioni senza poter procedere con servizi di repressione. E in ultimo con le nuove indicazioni circa le auto trovate in sosta senza assicurazione che non potranno più essere rimosse ma che, anche qui, dovranno essere oggetto di un iter burocratico a dir poco farraginoso. Insomma, tra segnalazioni ed inviti, nuovi sistemi di rilevazione degli incidenti che di fatto ridurranno a poche unità, gli agenti in grado di rilevare i sinistri, ci sembra che gli indirizzi provenienti dal Comando, vadano nel senso di ridurre l’operatività degli agenti su strada. Riduzione di operatività che si è già constatata con un vertiginoso calo delle attività di Polizia Giudiziaria. Non vorremmo che dietro questa tendenza possa celarsi una pianificazione volta a creare le condizioni per esternalizzare taluni delicati servizi, sottraendoli alle garanzie e competenze del pubblico impiego, magari continuando ad incrementare le figure ausiliarie. Se cosí fosse, vigileremo».

 

 

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