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Terza dose, chi deve fare il richiamo del vaccino e dopo quanto tempo dalla seconda

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Immunocompromessi, personale sanitario, over 60. Sono queste alcune categorie che devono fare la terza dose di vaccino. Nonostante il ciclo vaccinale, composto da due dosi, abbia mostrato la sua efficacia nel evitare decessi e ricoveri, alcune categorie ancora oggi rimangono più esposte al pericolo di contrarre il virus. È per questo motivo che il Governo preme sulla velocizzazione della nuova campagna anti-Covid, cercando in questo modo di fronteggiare il rapido aumento dei casi registrati la scorsa settimana, evitando di conseguenza che le terapie intensive ritornino a essere affollate.

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Terza dose, chi deve fare il richiamo: tutte le categorie

Con una circolare inviata a tutte le Regioni, il Commissario straordinario all’emergenza Covid, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, ha comunicato quali categorie di persone devono fare la terza dose. Non tutte, per il momento, ma solo alcune. E, a differenza di quanto accaduto per l’inizio della campagna di vaccinazione, non risultano insegnanti e Forze dell’Ordine. Così come mancano gli under 60. Per adesso la terza dose è indicata, quindi non risulta essere obbligatoria, per le seguenti fasce:

  • i soggetti a elevata fragilità (immunocompromessi);
  • il personale sanitario;
  • gli over-60;
  • gli ospiti e il personale delle RSA;
  • chi si sia vaccinato con il monodose Johnson & Johnson.

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Quanto tempo deve passare dalla seconda dose?

Almeno sei mesi devono passare tra la seconda dose e la terza . A ribadirlo è sempre il Commissario straordinario all’emergenza Covid nella circolare. L’intervallo di tempo però non sarà uguale per tutti. Per gli immunodepressi la terza dose potrà essere effettuata anche dopo 28 giorni dalla seconda dose, con lo scopo di completarne il ciclo vaccinale. Per tutte le altre categorie invece dovranno decorrere sei mesi dalla seconda dose. Per chi si preoccupa della sicurezza di questa terza dose giungono i primi dati da Israele, dove la terza dose è somministrata già da un paio di mesi: gli effetti collaterali emersi risultano essere del tutto sovrapponibili con quelli delle dosi precedenti. Non emergono complicazioni nuove o ulteriori.


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