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Cronaca

Velletri, detenuto tenta di impiccarsi, un altro si taglia con dei cocci: situazione critica nel carcere, il Sindacato scrive al Ministro

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Carcere di Velletri dove ieri un detenuto ha aggredito un agente

Resta davvero critica la situazione nel carcere di Velletri. Negli ultimi tempi si sono moltiplicati i casi di gesti autolesionistici nonché veri e propri tentativi di suicidio specie in quei detenuti affetti da malattie psichiatriche. Soltanto nelle ultime 48 ore ci sono si sono verificati due gravi episodi ed è stato solo grazie alla prontezza del personale della Penitenziaria che è stato possibile evitare il peggio: prima un detenuto ha cercato di impiccarsi con un cappio rudimentale poi un altro, dopo aver rotto il lavandino della cella, si è inferto profonde ferite alle braccia con i cocci. Episodi che si sommano a quelli di inizio agosto e del mese di luglio dove sono andati in scena altri due tentativi di suicidio. Insomma, una situazione a dir poco critica che ha spinto oggi il Sindacato Si.P.Pe a scrivere al Ministro della Giustizia.

Carcere di Velletri: «Grave carenza di personale, è caos»

E’ da tempo ormai che il Sindacato, che si batte da sempre per denunciare la drammatica situazione presente nel penitenziario, chiede alle Istituzioni di intervenire. E lo fa nuovamente alla luce dei nuovi disordini registrati inn queste ore con una lettera al Ministro Marta Cartabia: «La gestione Sanitaria Psichiatrica nei Penitenziari da parte della ASL di appartenenza si è rilevata un fallimento», esordisce la lettera. «Ci viene segnalato – in particolare – che la ASL RM6 di Albano Laziale che gestisce il servizio sanitario presso il Penitenziario di Velletri, non sta garantendo l’assistenza Psicologica sia per quanto riguarda ai detenuti di primo ingresso che per i detenuti già ristretti».

«I detenuti che manifestano problemi di natura psichiatrica, inoltre, non hanno la presenza continua della figura dello Psichiatra e del personale infermieristico preposto. Questa categoria di detenuti Psichiatrici, attualmente viene lasciata alla sola gestione della Polizia Penitenziaria con ordini di servizio di grande, grandissima e sorveglianza a vista, aggravando ulteriormente i carichi di lavoro al Personale».

Personale non sufficiente

«La grave carenza di Personale – oggi più che mai – che sta affliggendo tutti gli Istituti Penitenziari, sta esasperando gli Agenti di Polizia Penitenziaria che ogni giorno con spirito di responsabilità e sacrificio, è costretto a rinunciare anche al riposo dopo lo smontante notturno per garantire l’ordine, la sicurezza e la disciplina degli Istituti», continuano dal Si.P.Pe.

«Cosa altro dobbiamo aspettare o aspettarci per dare lustro e dignità alla divisa che ogni giorno gli Uomini e le Donne della Polizia Penitenziaria indossano? (sperando che non siano monumenti e mezzi busti dedicati ai “martiri” del servizio). Siamo stanchi di subire e sentire chiacchiere, bisogna agire», conclude quindi la missiva.

 

 

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