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Viaggi: è possibile ottenere il rimborso di un volo cancellato dopo diversi mesi?

Inizia il periodo delle partenze intelligenti, o meglio, inizia l’esodo vacanziero più graduale di chi può permettersi di partire in un periodo che non sia agosto.

 

Ancora più strategica è da sempre l’idea di non incolonnarsi in autostrada e volare fino alla propria destinazione, ovviamente auspicando che non si ripeta ciò che è avvenuto a gennaio 2019 o nell’estate 2018, con la serie di scioperi del personale di terra e le vicissitudini sindacali delle compagnie aeree, che hanno comportato ritardi e cancellazioni con conseguenti disavventure per i passeggeri.

 

Molte persone vittime di un volo cancellato non sanno di avere diritto ad un rimborso, secondo quanto documenta AirHelp, azienda leader nel campo dell’assistenza ai passeggeri aerei. Ancora meno solo i passeggeri consapevoli del fatto che il loro diritto a rimborsi e risarcimenti si estende per un tempo non inferiore a tre anni, almeno per gli stati coperti dal regolamento europeo CE 261.

 

Proprio alla tema del rimborso per volo cancellato AirHelp dedica un’area dettagliata del proprio portale e spiega come è possibile ottenere non solo il rimborso ma anche il risarcimento (da 200 a 600 euro).

Tale diritto ad un risarcimento subentra per il passeggero nel caso in cui la cancellazione del volo non sia stata comunicata entro i 14 giorni dalla data di partenza e a causa di circostanze operative, dipendenti dalla responsabilità della compagnia (problemi con la disponibilità del personale, ritardi nel riassetto del velivolo, manutenzione non svolta in maniera tempestiva).

 

Se invece a cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali, come rischio sicurezza, allarme terrorismo o allerta meteo, non si ha diritto ad un risarcimento ma si ha sempre diritto ad un rimborso, che decade solo se, a seguito di opportuna comunicazione, il cliente accetta un volo alternativo offerto dalla compagnia.

 

Come e quando è possibile ottenere un rimborso per i voli cancellati

 

Quando un volo viene cancellato, le modalità operative previste dalla legge prevedono che la compagnia comunichi la cancellazione ai passeggeri entro 14 giorni dalla data prevista del decollo.
Tale comunicazione va effettuata attraverso i canali ufficiali della compagnia stessa, cioè tramite una mail mandata all’indirizzo fornito dal cliente all’atto dell’acquisto o al numero di telefono dato come preferenza per le comunicazioni importanti, tramite sms o telefonata dal centro assistenza clienti.

Quando la cancellazione ha così tanti giorni di preavviso le compagnie sono solite proporre al cliente un volo alternativo il quale, una volta accettato, fa decadere ogni diritto al rimborso. Attenzione perché questo è l’unico caso in cui decade il diritto al rimborso del volo cancellato.

Se il volo alternativo non viene accettato, la compagnia deve procedere al rimborso dell’intero costo del biglietto aereo tramite assegno o bonifico.

Cancellazione decisa e comunicata con meno di 14 giorni di preavviso

 

Non sempre un volo cancellato ha una pianificazione così estesa nel tempo e lo sanno bene i passeggeri che hanno la brutta sorpresa di recarsi in aeroporto e scoprire contestualmente che il proprio volo è stato soppresso.

 

È possibile anche in questi casi ottenere un rimborso o essere riposizionati su uno alternativo.

 

Ogni passeggero deve cercare di ottenere più informazioni possibili, prima di tutto recandosi al desk della compagnia o negli uffici della stessa siti in aeroporto.

È importante essere informati prima di tutto sul perché del disguido perché da questo dipende un eventuale diritto ad un risarcimento, oltre al rimborso.

Anche nel caso in cui si accetti il volo alternativo proposto dalla compagnia, facendo decadere il diritto al rimborso, è bene conservare gli scontrini di cibo e bevande consumate in aeroporto durante le ore di attesa, perché anche queste sono a carico della compagnia.

 

Inoltre, se il nuovo volo parte con molte ore di differenza rispetto alla tabella di marcia iniziale, il passeggero può anche agire per ottenere un risarcimento per ritardo. Tale risarcimento può essere pari a 120 euro per ritardi inferiori alle tre ore, 200 euro per ritardi superiori e tre ore per tratte fino a 1500 km, 400 euro per ritardi superiori e tre ore per tratte che vanno da 1500 a 3500 km e in fine 600 euro per ritardi superiori e tre ore per tratte superiori a 3500 km.

 

Se non accettiamo il volo alternativo possiamo chiedere il rimborso anche contestuale e in contanti dell’intero importo del biglietto.

 

Ovviamente per poter avere i giusti rimborsi è indispensabile trattenere la carta di imbarco e tenere nota del codice di prenotazione.

 

Ovviamente è fondamentale non firmare documenti senza aver prima letto tutto nel dettaglio: anche accettare un voucher o un buono in cambio del nulla pretendere dalla compagnia può compromettere il diritto ad un rimborso totale del costo del biglietto.