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Sanità

Omicron 5, negativi al tampone con sintomi: ecco perché, la ‘spiegazione’

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Dati Covid Lazio oggi 9 agosto

Omicron 5.  Continuano ad affiorare i dubbi, le perplessità e le domande sull’eziologia della variante Omicron che — per via della sua estrema contagiosità — continua a tenere alta l’attenzione degli esperti. In particolare la domanda che ricorre a più riprese da parte dei cittadini è questa: come mai nonostante l’esito negativo del tampone ho i sintomi del Covid?

È questo infatti il fenomeno  riscontrato da un gran numero di persone, cerchiamo adesso di fare chiarezza sulla situazione e soprattutto di comprenderne le motivazioni.

Leggi anche: Omicron 5: tempi di incubazione, sintomi e quando ci si negativizza 

Omicron 5: le motivazioni alle base dello scarto temporale 

La situazione accennata in precedenza evidenza la presenza massiccia di quello che si può a tutti gli effetti definire uno scarto temporale tra la negatività al tampone e la presenza dei sintomi. Infatti, moltissime persone nonostante l’esito negativo del tampone hanno, manifestano, tutti i sintomi del Covid e si positivizzano solo in un secondo momento e cioè quando i sintomi iniziano ad affievolirsi, ad essere più blandi.

Questo scarto è un aspetto da considerare e non prendere sottogamba in quanto potrebbe rallentare la diagnosi dei casi positivi, con tutte le conseguenze  ed i rischi ch’essa comporta. La situazione, non giro di poco, ha infatti e  legittimamente catturato l’attenzione della Comunità Scientifica che si è attivata per comprenderne le cause. 

Le ipotesi dell’Ordine dei Medici

A spiegarlo è la federazione dell’Ordine dei medici nella rubrica Dottore, ma è vero che? Qui vengono avanzate alcune ipotesi che rendono conto del fenomeno pocanzi descritto. In  primo luogo una delle prime spiegazioni è che la negatività al tampone anche in presenza di sintomi Covid sia dettata dal sistema immunitario. Vale a dire che oggi, a distanza di due anni dall’inizio della pandemia,  il sistema immunitario è maggiormente reattivo attivandosi più velocemente di prima per contrastare il virus. 

Il ruolo delle varianti

In secondo luogo invece un’altra delle ipotesi maggiormente accreditate  è quella delle nuove varianti. In particolare facendo riferimento alla recente mutazione Omicron 5, essa presenta un diverso meccanismo di diffusione all’interno dell’organismo che nella fattispecie è caratterizzato in un minore accumulo delle particelle virali nel naso. Aspetto quest’ultimo che contribuisce ad alimentare i casi di falsi negativi. 

Tamponi casalinghi

Infine, un’ultima ipotesi che secondo gli esperti potrebbe spiegare lo scarto temporale esistente tra la negatività al tampone e la presenza dei sintomi è rappresentata dal tampone fai da te. In questo caso i falsi negativi sarebbero riconducibili a degli errori effettuati durante l’iter del tampone casalingo, come ad esempio una raccolta poco attenta del materiale biologico. 

 

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