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Allarme rincari, prezzi di caffè e pizze alle stelle: ecco di quanto sono aumentati

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Allarme rincari. Non si placa purtroppo l’apprensione per l’aumento dei costi sia per i consumi sia per quello delle materie prime. Ciò costringe inevitabilmente i titolari delle attività commerciali — già messi alle strette dalla pandemia — a rivedere i prezzi dei loro menù. 

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Allarme rincari, nuova stretta a settembre? 

Attualmente per la gestione dei rincari, ci si sta dirigendo verso l’adozione di una linea comune ma le modifiche sono già in atto e così da settembre i costi aumenteranno all’interno di tutto il settore della ristorazione. A lanciare l’allarme il presidente della Fiepet-Confesercenti, Claudio Pica,  il quale — almeno per il momento—  non vede ‘soluzioni alternative’.  L’aumento dei costi coinvolgerà tra gli altri il caffè, —  al bar ad esempio passerà da 10 a 20 centesimi — i  primi — che costeranno fino a 2.50 euro in più — e la pizza che salirà fino a 1.50 euro. 

Ipotesi di una tassa fissa per consumazioni all’esterno 

Secondo le prime stime, un pasto al ristorante o in pizzeria arriverà a costare fino al 15% in più. Inoltre, in autunno arriverà un’altra stretta. Per chi vorrà consumare all’esterno — pratica divenuta sempre più abituale in conseguenza alle norme per la limitazione della pandemia — gli esercenti stanno pensando ad una tassa fissa da accreditare. Come spiega sempre Pica: ‘Dopo il Covid la preferenza è di consumare il pasto all’esterno, sulle pedane riscaldate con le bambole ed illuminate con le lampade alogene. Il costo è passato da 5 a 20 euro a scorta: anche in questo caso, un’impennata a cui dover far fronte. L’idea dunque è quella di chiedere al cliente una quota fissa per l’esterno tra i due e i quattro euro’. 

I numeri 

Insomma, un terreno che si prospetta impervio quello che ancora una volta dovranno percorrere da un lato gli esercenti e dall’altro i consumatori che si vedranno costretti a fare i conti con una nuova ondati di rincari. Infatti, dati Istat alla mano, a marzo scorso gli aumenti complessivi per cibi e bevande sono stati del 6.7 %. Sull’infelice podio troviamo: olio di semi, verdura fresca, pasta, frutti di mare e farina. Com’è noto, a fare la parte del leone il costo dell’inflazione unito alla delicata situazione internazionale dovuta allo scoppio della guerra in Ucraina. 

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