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Inchieste e Approfondimenti

Eco-X: tutta la verità (e gli ultimi aggiornamenti) sul disastro ambientale del 5 maggio 2017

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Incendio alla Eco X di Pomezia il 5 maggio 2017

Eco-X, il disastro ambientale al sito di Via Pontina Vecchia a Pomezia compie cinque – lunghissimi – anni senza che però, da quel 5 maggio del 2017, sia cambiato qualcosa. A partire dai rifiuti che sono ancora tutti lì malgrado tutte le promesse e le rassicurazioni fatte alla popolazione. Anche l’unico intervento sin qui realizzato, quello della cosiddetta messa in sicurezza conclusasi nel 2019, rischia di essere vanificato considerando che ad oggi le coperture dei rifiuti risultano ampiamente logorate, con il rischio quindi, concreto, che anche le poche risorse economiche disponibili per la gestione del post-incendio siano andate sprecate. Insomma: un fallimento su tutti i fronti. Il fallimento della politica.

Gli ultimi aggiornamenti sul rogo alla EcoX di Pomezia

Come spesso accade in eventi di questo tipo passata l’emergenza quanto accaduto rischia di scivolare nel dimenticatoio. Ma non dobbiamo permetterlo. Oltre 8.500 tonnellate di rifiuti sono ancora lì come detto e tanti punti interrogativi sono rimasti irrisolti: cosa bruciò quel giorno? Perché nessuno controllò nonostante le segnalazioni giunte da più parti? Qual è stato l’impatto ambientale di quel disastro? Perché nessuno si è ancora occupato della bonifica? Che fine hanno fatto i soldi (700mila euro) della polizza fideiussoria?

L’intervista al Sindaco di Pomezia 

Intanto partiamo da un estratto dell’intervista con il Sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà pubblicata sul numero cartaceo di maggio de Il Corriere della Città in distribuzione in questi giorni.

Su chi gestisce attualmente il sito Eco-X. «Attualmente il sito non è più sotto sequestro e neanche sotto la nostra disponibilità, bensì è in carico al curatore fallimentare che ne sta seguendo gli aspetti di recupero delle somme verso i creditori».

Sulla messa in sicurezza. «Il sito è in sicurezza, non ci sono porzioni residuali che potrebbero andare in combustione, e gli interventi effettuati nel 2019 garantiscono che non ci sia percolazione di sostanze pericolose nel terreno o diffusione di sostanze pericolose nell’aria».

Sulla mancata bonifica. «Servono 6 milioni. Abbiamo chiesto più volte l’intervento della Regione e del Ministero, senza tuttavia ottenere nulla. Soldi anticipati dal Comune per la messa in sicurezza? Purtroppo, nonostante gli uffici abbiano inviato tutta la rendicontazione richiesta dalla Regione, ad oggi nulla ci è stato restituito, nonostante i continui solleciti».

Leggi anche: Eco-X, cinque anni dopo, parla il Prof. Andreassi: «Messa in sicurezza? Non bastano ‘due teli’. Serve (almeno) capire cosa ha bruciato»

Qual è la situazione dentro la Eco-X dopo cinque anni

Nonostante le rassicurazioni del Primo Cittadino diverse perplessità restano soprattutto circa la tenuta delle coperture dei rifiuti che risultano più che logorate. Non solo. Ad oggi parlare di messa in sicurezza nel senso più ampio del termine è fuorviante: l’area è infatti accessibile a chiunque. Ad ogni modo ecco come si presenta il sito di Via Pontina Vecchia dopo cinque anni dal disastro.

Le inchieste del Corriere della Città sul disastro Eco-X

In questi anni ci siamo occupati in modo approfondito di quanto accaduto quel 5 maggio di cinque anni fa pubblicando in esclusiva i documenti che emersero dopo il disastro. Ecco quello che abbiamo scoperto. 

  1. Quei rifiuti ‘spacciati’ come merci” alla Eco-X: l’azienda legata a nomi coinvolti in attività criminose nel settore della gestione dei rifiuti
  2. Eco-X, il “mistero” del sopralluogo saltato all’ultimo istante nel febbraio 2017: il disastro si poteva evitare

  3. Disastro Eco-X un anno (di ‘chiacchiere’) dopo: ecco il dossier esclusivo sull’incendio

  4. Pomezia, Eco X: ecco la la condanna ai responsabili del disastro ambientale

In aggiornamento

 

 

 

 

 

 

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