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Abusi e violenze, ‘L’era delle Farfalle è finita’: il messaggio della Capitana della nazionale di Ritmica

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ginnastica ritmica

Le Farfalle azzurre della ritmica italiana, quelle capaci di grandi successi e di far sognare tante giovani, ‘non ci sono più’. È stata Alessia Maurelli, la capitana della Nazionale e Martina Centofanti, due atlete simbolo della squadra ad annunciare con un post sui social la fine di un’epoca e forse anche di un sogno… “L’era delle “Farfalle” nata giornalisticamente ad Agosto del 2004, muore dopo 18 anni sempre giornalisticamente a Novembre 2022. La rottura è dolorosa ed irreversibile, dato soprattutto il peso insostenibile di un collegamento diretto e ormai mediaticamente inevitabile a violenze e abusi che non rispecchia il nostro stesso ideale di libertà. L’attuale e futura Squadra Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica non si riconoscerà mai più con il soprannome FARFALLE”.

La ‘fine’ delle Farfalle

La fine delle ‘Farfalle’, indicata dalle due sportive, risale alla data in cui ci sono state le denunce di alcune delle atlete della squadra circa abusi psicologici, vessazioni subite. Uno scandalo che ha fatto crollare un castello e ha portato a iscrivere nel registro degli indagati nomi eccellenti della disciplina sportiva.

Il post social non ha mancato di provocare reazioni. D’altra parte si tratta di un messaggio forte che arriva dal capitano della Nazionale della squadra di ritmica. Un messaggio al quale risponde la conduttrice del talk Show in onda su Sportitalia ‘Solo chi c’ha Fede’, Federica Bertoni: “Sono senza parole, vi ho avute da me in trasmissione e vi ho lasciato il cuore. L’unica cosa che conta è ciò che siete e rappresentate per noi tutti, il nome poco conta. Forza ragazze”.

I messaggi di solidarietà

Sono poi diversi gli interventi che si susseguono, diversi i messaggi di solidarietà come: “Sempre con voi, ne usciremo più forti” o anche: “Purtroppo come spesso accade, si tende sempre a generalizzare, non conosco il vostro mondo, non credo che quelle persone che denunciano certi atteggiamenti lo facciano senza basi di verità, ma non credo sia corretto colpevolizzare o ancora peggio incriminare tutto il settore, sicuramente vi sono chiesti sacrifici a volte esagerati ma credo che dire che tutta la ginnastica vive di “maltrattamenti e vessazioni” sia troppo. Forza ragazze, grazie per le gioie che ci avete regalato e che ancora ci regalerete”.

Ma c’è anche chi dà uno scossone alle Farfalle, attuali, passate o future: “Mi sembra inappropriato utilizzare il termine ‘giornalisticamente’ considerando che si tratta di un’inchiesta giudiziaria, seria e complessa, che raccoglie le testimonianze di molti soggetti, chiaramente ancora in corso. Non credo che tutto sia legato a una semplice sovraesposizione mediatica considerando che si parla di atti giuridici, semmai i media hanno rappresentato un mezzo per esprimere il dissenso nei confronti di un sistema e tentare di almeno porre una questione, giusta o sbagliata che sia. In più, mi sento delusa dal leggere queste parole dalla squadre delle farfalle, stimatissima, supervincente ma che evidentemente, al di là dell’esito delle indagini, sta dimostrando poca sensibilità nei confronti di certe tematiche, soprattutto nel rivolgersi a un pubblico estremamente giovane e facilmente influenzabile, quando si parla di atti giudiziari e referti medici (atti scientifici, non ipotesi)”.

Tutto questo mentre si aspetta domani, 12 gennaio, la decisione sul futuro della direttrice tecnica della squadra. Una decisione della quale è investito il Consiglio federale.

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