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Cronaca di Roma

Alessia Sbal, la sorella va a casa del camionista: ”Assassino, vieni fuori e chiedi scusa!”

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Alessia Sbal

Alessia Sbal ha lasciato un grande vuoto in coloro che l’amavano. Un dolore immenso, straziante. Una morte improvvisa che l’ha strappata senza remore alla sua famiglia, a coloro che le volevano bene. Prima di tutti la madre, che negli ultimi giorni ha lanciato il suo disperato appello sui suoi canali social, alla ricerca di qualche testimone che possa aiutare a sbrogliare la matassa del drammatico avvenimento. Ma poi, c’è anche lei, la sorella, che ha deciso di affrontare l’uomo responsabile di tutto: il camionista 47enne che ora è accusato di fuga e omissione di soccorso, avendo travolto e ucciso Alessia Sbal, in quella terribile giornata. Nella serata di giovedì scorso, Ilaria, sorella di Alessia, aveva giù preso la sua decisione, forse dopo lunghi e lunghi ripensamenti. Ma alla fine ha preso la sua auto e ha guidato fino al piccolo comune alle porte di Rieti. Una volta qui, ha suonato al campanello dove l’autista del tir sta scontando gli arresti domiciliari. Nessuna risposta. Poi ha iniziato a chiamarlo a gran voce, e con tutto il fiato che aveva ha detto: ”Sei un assassino, chiedi scusa ad Alessia per averla uccisa. Assassino, vieni fuori a parlarmi.” A quel punto è stato necessario l’intervento dei carabinieri, chiamati dalla famiglia della donna, per calmarla.

Alessia Sbal

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La sorella di Alessia Sbal: ”È un assassino, un codardo”

Il tutto è avvenuto perché Ilaria, sorella di Alessia Sbal, non riesce a darsi pace dopo quel terribile incidente. Non riesce a darsi pace per il dramma accaduto al chilometro 26 del Gra dove sua sorella, a seguito di una lite con l’autista del tir, è stata travolta e uccisa nella serata del 4 dicembre. Le indagini hanno accertato che il camionista sarebbe risalito subito sopra il tir, mentre Alessia era ancora a bordo strada. Successivamente, l’avrebbe agganciata e trascinata per alcuni metri. La vittima non ha avuto alcuna possibilità. Come riporta anche il Messaggero, Ilaria ha poi spiegato: ”Non è rabbia la mia, è solo dolore. Volevo guardare quell’uomo negli occhi, volevo anche dargli l’opportunità di chiedere scusa a mia sorella, alla mia famiglia. Invece quel silenzio, quel suo non rispondere mi ha fatto ancora più male. È un assassino, un codardo. Ma voglio sapere che è successo a mia sorella perché molte cose non tornano. Lui ha agganciato il corpo di Alessia e l’ha trascinato per metri: come fa a dire di non averla vista? Come fa a dire di non essersene accorto?”

I funerali e l’ultimo addio ad Alessia

Poi, l’altra questione dolorosa da affrontare, l’ultimo addio ad Alessia Sbal. Per il momento non sembra esserci ancora una data per i funerali, anche perché si attendono i termini dell’autopsia. Intanto però la madre Tina e Ilaria stanno cercando un luogo, possibilmente uno spazio aperto, come fanno sapere: ”Ci piacerebbe che fosse ai Castelli, dove siamo cresciute – spiega Ilaria – ma la priorità è che sia una spazio anche aperto. Questo perché Alessia amava gli animali e quindi ci piacerebbe che possano partecipare anche i suoi amici a quattro zampe. Stiamo pensando a una giornata per ricordare tutte le cose belle che ha fatto Alessia”.

 

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