Home » News » News Tecnologia » Casinò di Scorsese: il cinema della New Hollywood al massimo del suo splendore

Casinò di Scorsese: il cinema della New Hollywood al massimo del suo splendore

Pubblicato il

I film di Martin Scorsese visti oggi ci mostrano quanto sia stata importante la generazione della cosiddetta New Hollywood per innovare il cinema a livello di impianto narrativo e da un punto di vista formale.

Casinò di Martin Scorsese è probabilmente uno dei film più interessanti e ricchi di spunti per fare una riflessione a 360 gradi sul fenomeno del gioco d’azzardo negli Stati Uniti d’America. Il suo sguardo disincantato e tuttavia non privo di passione e di malizia, parte da un assunto puramente fenomenologico. Il regista italoamericano ha raccontato più volte storie di biscazzieri, di allibratori e di tavoli da gioco, più o meno legali. Da Toro Scatenato, che tratta in modo marginale il fenomeno delle scommesse sportive illegali, passando naturalmente per il pregevole sequel dello Spaccone, con la coppia composta dal giovane e talentuoso Tom Cruise e il compassato e magnifico Paul Newman, ne Il colore dei soldi, passiamo a Quei bravi ragazzi, dove le partite di poker, sono un pretesto per mostrare la vita quotidiana e realistica dei gangster di metà anni sessanta e settanta.

Casinò o Once upon a time in Vegas

In Casinò è racchiuso invece tutto il mondo del gioco d’azzardo, lecito e illecito, partendo dalle quote di un uomo d’oro come Sam “Ace” Rothstein, che nella visione sociologica di Martin Scorsese e del suo sceneggiatore, Nicholas Pileggi, non può essere altro che un ebreo. Sono storie di italiani del Midwest, che in un certo modo aveva già raccontato Francis Ford Coppola nella sua saga de Il Padrino, in una narrazione, tra mito leggenda e realtà di come sia stata costruita e ben oliata quella macchina perfetta di business, che risponde al nome di Las Vegas. Lo stato del Nevada, al pari di poche altre location al mondo, è riuscito ad attirare un numero incredibile di scrittori, sballati o meno, di autori di canzoni, e naturalmente di interpreti, ma soprattutto di registi cinematografici. Basti pensare ai titoli, che durante gli ultimi 30 anni hanno caratterizzato una certa cinematografia a stelle e strisce: Via da Las Vegas, Sydney, Una notte da leoni, Mi gioco la moglie… a Las Vegas, Paura e delirio a Las Vegas, Proposta indecente, Ocean’s Eleven, e così via. Per chi fosse interessato all’argomento, suggeriamo di consultare la ricca pagina Wikipedia, dedicata ai Film ambientati a Las Vegas.

La trama del cult movie diretto da Scorsese nel 1995

Tornando però a Scorsese e al suo film di culto, diretto nel 1995, quello che colpisce è l’attenzione maniacale per i dettagli. La ricostruzione e l’impianto narrativo, convergono in larga parte sul Tangiers, l’hotel e sala da gioco di cui il personaggio interpretato da uno sfavillante Robert De Niro è gestore e manager. Chiunque di noi abbia calcato un casinò dal vivo, potrà sicuramente riconoscere e identificare i tratti distintivi di questo ambiente. Luci, suoni e sensazioni, in una girandola di carrellate, vengono catturate e mostrate con un virtuosismo quasi mai gratuito o scontato. Si tratta di un film che in teoria sarebbe potuto invecchiare molto male, visto che è prodotto di una decade importante, ma ormai archiviata, come quella del cinema statunitense anni novanta. Rivedendolo oggi, in questo periodo di Quarantena, possiamo invece notare come la messa in scena imperiosa e magniloquente, che sembra quasi ammiccare a quel cinema classico dei grandi William Wyler e Cecil B. DeMille, rivive in questa girandola di colori pastelli e luci accecanti.  

Si tratta di una situazione di un contesto ben diverso, rispetto all’offerta odierna che riguarda il circuito del gioco online e dei casinò live sul web, così come il comparto, sempre più fiorente durante gli ultimi 15 anni ha reso possibile per gli utenti giocare alla roulette, al videopoker, alle stot nell’online casino rappresenta il gioco d’azzardo contemporaneo, come parte dell’intrattenimento digitale. Un mercato in rapida e continua evoluzione, che riguarda tutto un settore di programmatori e sviluppatori di software, fino ad arrivare al mondo della pubblicità e della divulgazione inerente al gioco. Oggi la filiera del gioco digitale è una realtà consolidata, ma nei film di Martin Scorsese, il discorso legato alle scommesse sportive e alle attrattive da casinò, mostra un cambio di guardia, specialmente durante la sequenza finale, che fa da tramite e da fil rouge dal modo di pensare e di immaginare il mondo del gioco di ieri, per giungere infine allo stato attuale delle cose.

 

Analisi e considerazioni sul film Casinò di Scorsese

Tornando all’analisi del film Casinò, bisogna riconoscere come questa pellicola per quanto concerne l’impianto narrativo, tradisce un po’ la visione e la morale che da sempre ha caratterizzato la poetica narrativa del cinema di Scorsese. I suoi personaggi, nati sulla strada, ricordano una certa scrittura cara alla musica rock, ai vari Bob Dylan, The Rolling Stones, Van Morrison, The Band e soprattutto Bruce Springsteen, dove si parla di ascesa, redenzione, ma soprattutto di cadute rovinose, di uomini alla ricerca di una Terra Promessa, rapiti e stregati da un sogno irrealizzabile. Rivedere oggi Casinò, dopo il rilascio su Netflix di The Irishman, è motivo ulteriore per riflettere sulla fine della corsa, per la New Hollywood, dei vari e grandi, De Palma, Coppola, Cimino, Lucas, Spielberg e Bogdanovich. Era un cinema fatto di storie, talento e idee, che ha sicuramente contribuito a caratterizzare un’epoca e un contesto storico irripetibile. Si pensi a come oggi sia cambiato il metodo di lavorazione, anche di adepti come J.J. Abrams o Peter Jackson, ma anche di registi per certi versi più simili a Scorsese e Coppola, come ad esempio David O. Russell e Todd Phillips, fino ad arrivare ad alcune produzioni Netflix o a film come il recente e bellissimo Mississippi Grind, non a caso una pellicola perfettamente in linea con la visione di quel cinema tanto caro ai vari Bob Rafelson e Hal Ashby.

Considerazioni finali

Forse il cinema dei registi della New Hollywood, è stato capace di vivere quel sogno che ha reso grande la settima arte e che giustamente era destinato a svanire, un po’ come la visione incantata e nostalgica dell’ultimo film di Quentin Tarantino, il laconico e romantico C’era una volta a… Hollywood.

Impostazioni privacy