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Cronaca di Roma

Coprifuoco e smart working contro la crisi del gas? Le proposte

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Riscaldamenti abbassati di un grado e per un'ora in meno. Ma chi controlla?

Coprifuoco e smart working tornano a fare ‘capolino’ nelle vite degli italiani. Ma questa volta non per il Covid e per la pandemia che, purtroppo, non si può dire ancora sconfitta. No, queste due soluzioni servirebbero per combattere la crisi del gas, per mettere un freno all’emergenza che sta preoccupando l’Italia intera (e non solo). 

Come l’Italia si prepara a combattere la crisi del gas

Il Governo sarebbe pronto a varare un nuovo decreto per fronteggiare il caro-bollette, ma il ministro della transizione ecologica, di pari passo, starebbe lavorando per cercare di contenere l’uso di energia elettrica e gas.  Temi caldi che restano nei programmi elettorali dei partiti perché da giorni non si fa altro che parlare di questo. E delle possibili soluzioni che portano il nome, come spiegano Il Messaggero e il quotidiano La Repubblica, di ‘smart working e coprifuoco’. Soluzioni che ci portano indietro nel tempo, al lockdown e a quelle chiusure obbligatorie per fronteggiare il virus e isolare i focolai. Ora cambia l’origine, il motivo, ma resta l’allarme: prima per il Covid, adesso per la crisi del gas. 

Le soluzioni 

Tra le proposte sul tavolo del Governo Draghi quella di abbassare di un grado il termostato e diminuire di un’ora al giorno i tempi di accensione, nelle case e nelle attività, dei riscaldamenti. Ma non solo. Probabilmente gli impianti di riscaldamento si accenderanno con 15 giorni di ritardo e si ‘chiuderanno’ in anticipo. In questo caso, con queste misure, si dovrebbero risparmiare circa 2,7 miliardi di metri cubi di gas. Ma non basterebbe.

Da qui, quindi, l’idea di pensare allo smart working e al coprifuoco, che consisterebbe nella chiusura anticipata degli uffici pubblici (alle 17.30), dei negozi (alle 19) e dei locali (alle 23). A questo, però, si dovrebbe aggiungere lo spegnimento del 40% dei lampioni e delle insegne luminose durante la notte, dopo le 23. Soluzioni che, almeno per il momento, restano ipotesi perché sul tavolo ci sono diverse proposte. E spetterà al Governo, probabilmente prima delle elezioni del 25 settembre, capire come agire. E come fronteggiare la crisi. 

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