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Coronavirus, probabile nuovo DPCM già lunedì: lockdown territoriali, ipotesi chiusure centri commerciali, il ritorno dell’autocertificazione

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La riunione del CTS (Comitato Tecnico Scientifico) potrebbe, secondo fonti accreditate del Governo, portare a nuove stringenti misure che entrerebbero in vigore già lunedì 2 novembre. Per evitare il lockdown nazionale si pensa a un nuovo Dpcm che indichi una serie di “zone rosse”, oltre a un elenco di altre attività verranno limitate, come – molto probabilmente, i centri commerciali. Domattina l’esecutivo e i ministri Speranza e Boccia si confronteranno con i presidenti delle regioni, mentre nel pomeriggio, alle 13:30 ci sarà un nuovo incontro, stavolta con i capi delegazione, al termine del quale si aggiungeranno i capigruppo di maggioranza. Lo scopo è, appunto, evitare il lockdown totale, ma le misure che si vogliono prendere saranno comunque molto rigide per cercare di arginare la crescita costante del contagio: si pensa quindi di limitare gli spostamenti delle persone e di chiudere altre attività, oltre a chiudere nuovamente i confini tra le regioni, almeno con quelle più a rischio, a partire da Lombardia e Campania. 

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Il nuovo DPCM

Il nuovo decreto dovrebbe essere presentato dal premier nel pomeriggio in Parlamento e firmato dal Presidente Giuseppe Conte nella serata di lunedì 2 novembre. Si parla di mini-lockdown localizzati nei luoghi più colpiti dal Covid, come Milano e Napoli, che potrebbero quindi chiudere totalmente per un periodo non ancora quantificato: in questo caso, la circolazione sarebbe possibile solo – come a marzo – con l’autocertificazione.

Il Ministro Boccia: “Lockdown di 1, 2 o 3 settimane”

Lockdown mirati fino a 3 settimane, a seconda delle necessità, nelle zone più colpite. Lo dice il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, in isolamento a casa perché positivo. “L’Rt non è uguale dappertutto, questa cosa evidentemente in questo momento va spiegata bene e va rafforzata anche attraverso gli strumenti tecnologici di cui ci siamo dotati, quindi se serve faremo degli stop mirati di una, due o tre settimane dove serve“. Il Ministro ha spiegato che le città e le aree metropolitane non sono nelle stesse condizioni delle aree interne o montane, per questo serve questa differenziazione.

 

 

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