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Maxi operazione a Formia, smantellata organizzazione mafiosa: traffico di droga, sequestri di persona e tentati omicidi

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698 dosi di sostanza stupefacente trovate nel giardino di un 57enne arrestato dalla Polizia

Formia. Ondata di arresti questa mattina sul territorio su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. I target sono state ben 14 persone (di cui 12 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), ora gravemente indiziate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, cessione e detenzione ai fini di spaccio, tentato omicidio, sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione nonché detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo.

Le complesse indagini sul territorio

Il provvedimento messo in atto nelle ultime ore si basa sulle evidenze acquisite nel periodo 2019-2020 da un’indagine congiunta eseguita dal Commissariato e dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Formia. Durante le ricerche, sono stati raccolti elementi gravemente indiziari che hanno confermato l’esistenza di una strutturata e pericolosa organizzazione criminale, dedita al traffico di consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” attiva nel Comune di Formia. 

Leggi anche: Sgominata pericolosa organizzazione a Formia: 14 arresti all’alba

I primi due arresti nel 2019

Tutta l’indagine era partita da due arresti andati in scena, separatamente, nel 2019, in flagranza di reato. Rispettivamente un soggetto campano sorpreso a cedere una dose di cocaina ad un assuntore e di un soggetto, poi risultato tra i promotori dell’associazione, trovato in possesso di grammi 116 di cocaina e di circa 16.000 euro in contanti. Dunque, non una cosa da poco, e non il classico spaccio al dettaglio da fornitori.

Un’attività criminosa complessa

L’attività criminosa a cui i soggetti appartenevano era complessa e strutturata. A partire da quegli arresti, si è potuto così ricostruire, nei dettagli, i rapporti tra i vari indagati delineando in maniera puntuale e precisa l’associazione a delinquere, individuando i compiti e ruoli di ogni singolo affiliato.

Inoltre, ne è emerso che i vertici dell’associazione in questione erano stati mandanti di azioni di violenza volte al recupero dei crediti vantati dai vari pusher. Queste azioni avvenivano secondo i canoni tipici delle più strutturate associazioni di stampo mafioso.

Traffico di droga e mercato nero

Il gruppo malavitoso indagato, caratterizzato da un marcato spessore criminale, era in grado di trattare, in brevissimo tempo, l’acquisto e la successiva rivendita sul mercato locale di ingenti quantitativi di droga. A quanto pare, i rifornimenti nelle zone del Sud Pontino avvenivano circa due/tre volte alla settimana alimentando la fiorente piazza di spaccio di Formia (LT) ma anche diversi Comuni limitrofi.

Un pericolo anche sociale

Un’indagine lunga, complicata e anche pericolosa. Pericolo, per gli agenti e la cittadinanza, che proveniva anche dal coinvolgimento di alcuni dei soggetti pedinati in attività sociali di quartiere: due di questi, infatti, erano titolari di un minimarket ubicato al centro della città pontina e nei pressi di alcuni Istituti scolastici, dell’Ospedale Dono Svizzero, del locale S.E.R.T. e non molto lontano dai luoghi della movida formiana frequentata da giovani che pertanto diventano potenziali clienti.

I risultati delle indagini e gli arresti

Grazie alle approfondite investigazioni, si sono potute constatare:

  • le fasi di approvvigionamento, preparazione e spaccio della sostanza stupefacente;
  • E, in aggiunta, seppure in modo indiretto, anche il sequestro di una persona a scopo di estorsione nonché il tentativo di omicidio ai danni da uno dei sodali non destinatario di misura cautelare, per un debito di circa 31.000 euro riconducibile ad una partita di droga non pagata. Più precisamente, il gruppo criminale investigato aveva condotto la vittima nei pressi di un lago e dopo averlo legato mani e collo con una fune, aveva minacciato di gettarlo in acqua documentando l’accaduto tramite social facendo e assistere alla scena la compagna della vittima al fine di intimorirla ulteriormente e convincerla a saldare il debito.

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