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Medici no vax reintegrati e stop vaccinazioni. Cosa cambia

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Nuovo Governo, nuova impostazione. Tra le manovre più in vista delle ultime ore, certamente la caduta dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario e il reintegro al lavoro di circa 4mila medici ad oggi sospesi (solamente in Lombardia sono più di 2.500, per dare qualche numero). Sospesi perché, lo ricordiamo, non avevano accettato l’obbligo di vaccinazione anti-Covid. In un decreto fresco di approvazione – ieri, 31 ottobre – sono queste alcune delle principali novità introdotte dal Governo Meloni. Di fatto, il decreto ha anticipato di due mesi – dal 31 dicembre al 1 novembre – lo stop definitivo all’obbligo vaccinale previsto per tutto il personale sanitario. Le reazioni negative non sono certo mancate, da diverse parti, così come le polemiche che si stanno susseguendo proprio in queste ore sull’argomento, di certo tra i più delicati del momento. Opinione pubblica completamente spaccata, tra chi approva l’accelerazione e chi, invece, avrebbe mantenuto una linea più cauta e regolare. Soprattutto le reazioni peggiori arrivano, era inevitabile, dall’opposizione. Anche la fondazione Gimbe – organizzazione indipendente che dal 1996 promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche – si è unita alla proteste, giudicando le decisioni del governo “un’amnistia anti-scientifica e diseducativa”.

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Le critiche dell’opposizione al governo Meloni

Sulla vicenda, Giorgia Meloni ha voluto essere chiara, insieme al ministro per la Salute Orazio Schillaci nella conferenza stampa seguita al primo Cdm del nuovo esecutivo: “Cade l’obbligo della vaccinazione per il personale sanitario perché il quadro epidemiologico é mutato. Oggi l’impatto sugli ospedali è limitato, diminuisce l’incidenza dei casi e anche c’e’ una stabilizzazione delle terapie intensive occupate. Ciò che invece resta é la grave carenza di personale, che deriva da una programmazione sbagliata negli ultimi dieci anni con il ricorso sempre piu’ frequente di medici extracomunitari o dei cosiddetti medici ‘a gettone’ che percepiscono emolumenti pari da 2 a 5 volte quelli percepiti dai medici che operano nel Ssn”. Come anticipato, però, l’obbligo delle mascherine negli ospedali e Rsa continua ad essere in voga. Anche Enrico Letta ha detto la sua, deluso sulla faccenda: “Tante aspettative, grandi attese. Il governo Meloni ha fatto nel suo cdm di esordio la sua prima scelta. Ha premiato i NoVax. Peggio di così era difficile iniziare”, lo ha scritto il segretario del Pd in un tweet.  

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