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Ostia, pronto soccorso al collasso: solo 22 giorni di autonomia

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Ospedale grassi ostia: pronto soccorso al collasso

Il pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia rischia grosso. Pochi medici e troppo lavoro, tanto che, a causa della mancanza di dottori, c’è il rischio che a partire da maggio si possa mettere uno stop a servizi essenziali per i cittadini. L’allarme lo lancia la stessa ASL RM 3 alla Regione Lazio, preoccupata di non poter più fornire un servizio efficiente ai cittadini di Ostia e dei territori limitrofi.

Pronto soccorso Grassi di Ostia: pochi medici, si rischia la chiusura del DEA

A evidenziare quanto sta accadendo  il consigliere capitolino Paolo Ferrara. “Voglio esprimere tutta la mia solidarietà agli operatori sanitari del Dipartimento d’Emergenza dell’ospedale ‘Grassi’ di Ostia nel X Municipio, a cui sono rimasti solo 22 giorni di autonomia al Pronto Soccorso per la copertura dei turni di guardia medica. La gravissima carenza di camici bianchi rischia di far collassare dal mese di maggio l’unico Dipartimento Emergenza e Accettazione (DEA) dell’Asl Roma 3. In assenza di rinforzi, questo l’allarme lanciato dalla stessa Azienda sanitaria alla Regione Lazio, si rischia di staccare la spina a un Pronto soccorso da circola 60mila accessi l’anno. Una vera follia: il presidente della Giunta Nicola Zingaretti e i suoi assessori competenti devono assolutamente darsi da fare, qui e ora, per aumentare la pianta organica dell’Asl Roma 3. Continueremo a monitorare con attenzione la situazione”, ha dichiarato.

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La situazione

Intanto l’ospedale viene preso d’assalto giorno e notte. I pazienti restano in attesa per ore, alcuni, meno fortunati, addirittura aspettano anche fino a due giorni per essere ricoverati . Nell’ultima settima la situazione è peggiorata in maniera drammatica, con un aumento esponenziale degli accessi al pronto soccorso. Ma i posti a disposizione sono limitati, così come è ridotto il personale che può prendersi cura dei pazienti. 

La situazione è critica sia al Pronto Soccorso che nei reparti di Medicina e di Rianimazione, dove il personale è sotto organico a causa delle mancate assunzioni. Non c’è stato il turnover necessario per compensare i pensionamenti, né le sostituzioni per le malattie, incrementate notevolmente nel periodo della pandemia.

Attualmente non si prevedono sbocchi positivi. Anzi, con la fine dello stato di emergenza e la chiusura dei Covid hospital, c’è il rischio che la situazione peggiori. I pazienti positivi, infatti, prima si rivolgevano altrove, mentre adesso dovranno ripiegare su Ostia. 

 

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