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Cronaca

Ristoranti e bar chiusi alle 18 fino a marzo…anzi no: è caos tra Comuni e Regione Lazio

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Locali chiusi alle 18 fino a primaverao forse no? Non c’è molta chiarezza in vista delle decisioni da prendere sugli orari di bar e ristoranti. D’Amato, l’assessore regionale alla Sanità, aveva ipotizzato la chiusura prolungata ma dopo il commento dei commercianti le dichiarazioni sono cambiate. 
Poco dopo è infatti intervenuto Daniele Leodori, vicepresidente della Regione Lazio: “Nessuna decisone sulla chiusura dei locali fino alla prossima primavera, decideremo in sintonia con le altre Regioni e con il governo come abbiamo sempre fatto“. Dulcis in fundo la Sindaca Virginia Raggi ieri ha firmato un ordinanza che prevede più flessibilità per i commercianti. 

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Caos sulle chiusure dei locali 

Nessuna nuova norma è stata decisa, ma la confusione nelle dichiarazioni in merito alla chiusura prolungata dei locali è lampante. Questa mattina, Alessio D’Amato, in un’intervista rilasciata al Messaggero, ha prospettato il prolungamento dell’orario di chiusura attuale fino alla prossima primavera. Poche ore dopo però, Daniele Leodori ha smentito il tutto, precisando che il Dpcm attuale è valido fino al 15 gennaio e che, dunque, solo allora si deciderà come proseguire. 
E così dopo la dichiarazione di Leodori, D’Amato ha cambiato idea: “Eventuali misure riguardo le attività produttive sono assunte dal governo a livello nazionale in base all’indice di contagio e altri parametri“. 

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L’ordinanza della Raggi sugli orari dei locali

La Sindaca Virginia Raggi, nel mentre delle precedenti dichiarazioni, nella giornata di ieri ha firmato un’ordinanza che va incontro agli alimentari e panificatori: fino al 6 gennaio, dal lunedì al venerdì, potranno restare aperti dalle 5.00 alle 20.15.
Intanto ristoratori e baristi, sentendosi abbandonati dalle istituzioni, lunedì 14 scenderanno in piazza per protestare

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Non possiamo indebitarci per lavorare né per dare lavoro agli altri, questo significa chiudere o andare avanti con il minimo indispensabile mandando in sofferenza sia fornitori, sia il personale. Nei ristoratori scatta un meccanismo di autodifesa perché un imprenditore, grande o piccolo che sia, si fa i conti in tasca” ha dichiarato Sergio Paolantoni, il neopresidente della Fipe Confcommercio Roma. 

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